OndaRock



  1. LCC
  2. Ipacial Section
  3. Pro Radii
  4. Augmatic Disport
  5. Iera
  6. Fermium
  7. The Trees
  8. Sublimit


AUTECHRE

Untilted
(Warp) 2005
elettronica
Autechre, atto ottavo. Dove li avevamo lasciati? Ah sì, la strada dell'avvicinamento al rumore, a sonorità a volte decisamente industriali, ma pur sempre di riconoscibile matrice elettronica, sembrava averli già portati verso un cul de sac. Se quanto fatto sentire con "Confield" e il successivo Ep "Gantz Graf" sembrava condurre Booth e Brown a un'interessante seconda fase, già "Draft 7.30" aveva dimostrato che l'ossigeno era meno di quanto credessimo, nonostante qualche interessante episodio portasse i due ad avvicinarsi addirittura all'estetica glitch ("Xylin Room"). Con "Untilted" l'aria è già viziata, e il cammino si arresta. Sparisce ogni apertura verso il nuovo, o meglio si affossa in sterile ripetizione, mentre i brani raggiungono lunghezze davvero eccessive (sono solo otto ma il minutaggio totale sfiora i settanta minuti).

Eppure "LCC" non prometteva male: una cascata di battiti, un'ossessione paranoica scarnificata fin quasi all'osso, dura e tenebrosa fino all'approdo finale su spiagge notturne e quasi rassicuranti. Forse è solo un po' sfilacciata, ma "Ipacial Section" già riprende gli stessi suoni, condendoli con autechrerie svogliate e inconcludenti che si trascinano per più di dieci minuti.
Insomma, è la stanchezza di una formula già ampiamente nota a prevalere. Presi uno a uno, infatti, i pezzi non sarebbero poi troppo brutti. E' l'insieme a mostrare le debolezze di una colonna sonora eccessivamente ripetitiva, ancor più se inserita in un contesto che comprende altri sette Lp e una pletora di extended play. La domanda è di quelle che fanno male, specie a chi gli Autechre li ha amati profondamente: serve ancora un disco così? E a chi? Booth e Brown rimangono ancora sublimi creatori di suoni, ma serve a qualcosa se non si misurano che con se stessi, con le loro esplorazioni ritmiche, che oramai seguono invece di dirigere? A volte si potrebbe pensare che potrebbero battere altre strade, sperimentare qualche novità per continuare a dare quelle emozioni che regalavano negli anni 90. D'altra parte solo Coca Cola e Nutella sono durate così a lungo senza mai cambiare formula.

Così non bastano i campionamenti vocali per risollevare del tutto "Pro Radii", né l'esile melodia per far sì che "Augmatic Disport" non annoi. La conclusiva "Sublimit" consiste in 15 minuti fra boria e spossatezza, un inutile tour de force nei più triti cliché del duo.
Una sola volta suoni, melodia, beat "meccanici" e suggestioni cinetiche si amalgamano con efficacia e ci si ricorda che Booth e Brown, anche se non sono più degli innovatori, hanno una classe immensa. Il brano è "Fermium", unico vero acuto di "Untilted". Si parte con gli scatti di una tipica melodia sghemba stile Autechre per arrivare ai nudi battiti che la chiudono, e si pensa che sarebbe ancora interessante vederli collaborare con qualcuno dei nomi nuovi dell'elettronica, oppure aprirsi a un lavoro che sia prossimo alla produzione e alla creazione di basi, come hanno fatto recentemente i Boards Of Canada nei loro ultimi remix (cLOUDDEAD e Beck, due gioielli).

Il voto che state per leggere è la media fra quello che si meriterebbero se si tenesse in considerazione il fatto che si tratta degli Autechre al loro ottavo album (4/10) e il voto che si potrebbe dare a dei musicisti esordienti che se ne uscissero, nel 2005, con questo lavoro (5/10).