Cardigans

Super Extra Gravity

2005 (Universal) | pop

Decisamente singolare l'esordio del duo Peter Svensson, chitarrista e Magnus Sveningsson, bassista, in nuce i Cardigans. Nel 1992, da grandi fan di metal e grindcore, formano un gruppo autenticamente hardcore con il quale girano la Svezia raccogliendo un inaspettato seguito di sostenitori. I ragazzi hanno la grinta e la strafottenza di certe band di Seattle, e sovente uniscono geniali aspetti crossover (arrangiamenti jazz e interpolazioni pseudo Black Sabbath) a nerborute strutture heavy . Probabilmente, sarà proprio questa indole ibrida a spingere i due a cambiare radicalmente ideologia musicale e prerogative del gruppo, che sempre con il nome Cardigans e con ben tre nuovi membri (tra cui la cantante Nina Persson), si chiuderà nel 1993 in un piccolo appartamento di Jonkoping per incidere un demo spudoratamente orientato alle dancefloor. Invitata dal produttore Tore Johansson nei propri studi di Malmo, la band registra l'album "Emmerdale" per la label dance-oriented Trampoline. "Rise & Shine" diventa una hit nelle radio svedesi e la rivista Sweden's Slitz vota il disco come il miglior album (svedese) del 1994. Gli echi grindcore a quanto pare sono completamente spariti.

Tuttavia, l'escalation pop dei Cardigans non è che all'inizio e i confini della madrepatria cominciano a diventare stretti. Così, nel marzo del 1995, viene pubblicato "Life", una rilettura di "Emmerdale", per il mercato internazionale, e due anni dopo, il celebre "First Band Of The Moon". Il singolo bittersweet "Lovefool" conquista le radio e i Cardigans si guadagnano l'etichetta di band squisitamente twee pop. Nel 1998 però, una nuova vena creativa pare investire i ragazzi svedesi che rilasciano "Gran Turismo" (di cui questo "Super Extra Gravity" sembra essere una sorta di seguito). Sonorità meno morbide, testi meno politicamente corretti del solito e un ritmo più veloce sono i segni più evidenti di una maturazione in corso.

"Super Extra Gravity" vede la luce dopo un periodo di grande attività per il gruppo. La Persson ha scoperto con il progetto parallelo A Camp un'attitudine folk-pop che probabilmente non sospettava di avere, e la release di "Long Gone Before Daylight" (2004) ha consentito alla band di individuare, almeno per il momento, la direzione musicale da intraprendere per uscire dal pastiche di generi di fine anni 90.

Una componente rock avvolge tiepidamente questo nuovo disco dei Cardigans, le cui origini sono da rintracciare più che altro nel side-project della Persson più che nel passato del gruppo. La prima traccia, "Losing A Friend", influenzata dal sound dei Souvenir Holiday With Maggie, introduce la coltre malinconica e nostalgica che sarà il leit-motiv dell'album. La musica ricorda un po' i Beach Boys degli ultimi anni, e la voce di Nina Persson, dolorante e convincente, è il collante imprescindibile per un pezzo sicuramente degno di nota. L'inizio "sporco" di "Godspell" riporta i Cardigans ai tempi di "Gran Turismo", alla scoperta delle chitarre semi-acustiche e delle pause tipiche di band come Charlatans e Komeda. In ogni caso, una certa scorrevolezza è più che mai garantita, con brani che superano raramente i 3 minuti e 30 secondi. Il folk rutilante di "Drip Drop Teardrop" segue senza grossi stravolgimenti l' incipit delle prime tracce, con una discreta mistura di chitarre old style e una batteria rigorosamente a tempo.

"Overload" è il primo momento intimistico dell'album. Una ballata tradizionale dal vago sapore country & western tutto sommato piacevole. Dopo "Overload", è la volta del primo singolo estratto, "I Need Some Fine Wine And You, You Need to Be Nicer", un'ottima intelaiatura pop spacciata per brano rock. Le citazioni qui sono per gli Stereolab e i Suede, ma ai Cardigans va riconosciuto il merito di saper costruire pezzi immediatamente orecchiabili e dall'appeal inconfondibile (discorso analogo per la successiva "Don't Blame Your Daughter").
La parte centrale del disco conferma gli indizi easy listening avvistati finora, grazie a una sequela di brani convenzionali, ma graziosi ("Good Morning Joan" in particolare). "And Then Kissed Me II" invece chiude idealmente il cerchio iniziato da "Losing a Friend".

Per quanto riguarda il giudizio finale, "Super Extra Gravity" è un disco senza infamia e senza lode. Tuttavia, la generale monotonia (che ai fan-malgrado-tutto non dispiacerà affatto) viene mitigata da una serie di brani interessanti (il primo singolo, "Losing A Friend", "In The Round", e la bellissima bonus track "Slow") che assicurano a "Super Extra Gravity" e ai Cardigans la sufficienza. In attesa magari del proverbiale "scossone".

(17/10/2005)

  • Tracklist
  1. Losing a Friend
  2. Godspell
  3. Drip Drop Teardrop
  4. Overload
  5. I Need Some Fine Wine And You, You Need To Be Nicer
  6. Don't Blame Your Daughter
  7. Little Black Cloud
  8. In The Round
  9. Holy Love
  10. Good Morning Joan
  11. And Then Kissed Me II
  12. Give Me Your Eyes (bonus track)
  13. Slow (bonus track)
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