Julian Cope

Citizen Cain'd

2005 (Head Heritage/ LAIN Records) | psych-rock

Julian Cope pensa in grande, ma non è un pazzo. "Vive con gli dei", dice, e utilizza le loro maschere, le loro voci e i loro vezzi per dire qualcosa oggi. Si permette di pubblicare un album doppio anche se 71 minuti di musica su un cd ci stanno comodamente, e per giunta divide per bene la scaletta in modo che il "lato 1" suoni in una maniera e il "lato 2" in un'altra. In ossequio alle leggi non scritte delle scalette rock, conclude ognuna delle due facciate con un pezzo da una decina (e più) di minuti.

Parte tranquillo, senza scossa ("Hell is Wicked"), e poi si trasforma in Iggy: "Can't Hardly Stand It" e "Dying To Meet You" suonano come un lascito Pop /Williamson riscoperto chissà dove; "Living In The Room…" è "Gimme Danger" con un altro testo (e che testo!); "Gimme Head" rallenta ma chiude con evoluzioni gibsoniane che nemmeno Angus Young o il già citato Williamson. Chiude "I Will Be Absorbed", lenta e blues/southern/mistica, quindici minuti che sono l'Abc della ballata applicato al presente pagano e misticheggiante di Cope.

Giocati tutti i pesi massimi (e tramortito l'ascoltatore a furia di bordate glam-punk), Julian fa un passo indietro e inizia il lato 2 con una decina di minuti di ballatona-da-due-accordi alla Neil Young, "Feels Like A Crying Shame", che, pur restando l'episodio meno convincente dell'album, introduce bene alla prima metà della seconda facciata, in cui è l'idioma musicale younghiano, appunto (epoca "Time Fades Away"-"On The Beach") a fare da riferimento per la metamorfosi vocale-strumentale del Nostro, infarcendo di linee vocali sovracute e di schitarramenti simil-pedal-steel due altri macigni come "World War Pigs" e "Hopeless Strangers".

Infine, ecco il "vecchio" Cope psichedelico e visionario: un anticipo in "Stomping Dionysus", l'apparizione in "The Living Dead" e "Edge of Death", due brani quasi privi di sezione ritmica, la cui tensione è tutta giocata sul dialogo tra una voce che canta e declama e le chitarre. Cope pensa in grande, ma non è un pazzo: lui e la sua band sono ormai padroni della lingua del "classic rock", e il semplice fatto che la sappiano utilizzare con una freschezza e un'energia tutt'altro che da passatisti testimonia della qualità della loro opera.
  • Tracklist
1. Hell is wicked
2. I can't hardly stand it
3. I'm living in the the room they found Saddam in
4. Gimme head
5. Dying to meet you
6. I will be absorbed
7. Feels like a crying shame
8. World war pigs
9. Stumping Dyonisius
10. Homeless strangers
11. The living dead
12. Edge of death
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