"Sweet Is the Anchor" è l'esordio solista di Steve Dawson, ex leader dei Dolly Varden. Dawson per l'occasione presenta una manciata di ballate che affondano le loro radici nel pop, nel country e nel soul, pronte ad attingere alla tradizione, ma senza suonare datate, indossando piuttosto, grazie a delicati arrangiamenti, un vestito senza tempo. Un lavoro anzitutto ben confezionato, abbellito da un uso sapiente dell'elettronica e delle tastiere, minimali e ben sposate a strumenti più classici come i violini: ciò che fa salire il suo valore è, però, la capacità di sfruttare i generi di riferimento, adattandoli ad un formato personale in cui le melodie scorrono fluenti.
Un ottimo esempio di quanto detto è "Temporary", brano d'apertura, il cui motivo vellutato si spande lieve su chitarre, percussioni e tastiere, con i violini a colorirne l'aria incantata. La voce accompagna bene senza forzare oltre il limite, puntando piuttosto all'equilibrio. La title-track, movimentata su colpi di basso, si fregia invece di venature country-folk e, con l'ausilio di una voce femminile, pennella un ritornello zuccheroso ma con tasso giusto. "Friend Like a Wheel", con i suoi tocchi di elettronica, è una pop-song "cantautoriale" altamente gradevole, mentre l'emozionante "Love Is Blessing" è un soul con invasione di archi. Ciò che avvicina i brani è un marchio di fabbrica comune, all'insegna della soavità, che è il vero e proprio liet motiv del disco.
La scrittura, poi, è davvero di qualità. Il tenue affresco di "I'm the One I Despise" lascia sgorgare qualche fiotto di magia fra le pieghe; "Ten Thousand Pounds", a doppia voce, seppur scandita da chitarre luccicanti, rende l'atmosfera ancora più intima; "Reignite" unisce calore a pensiero, spazzata da guizzi di violini elettrificati. Ovviamente c'è un po' di scarto fra i pezzi migliori e i tre/quattro minori, ma tutti i brani trovano un loro senso e un livello quantomeno discreto, con Dawson che nel finale si permette di sperimentare sugli equilibri trovati, cercando di mescolare soul e country con tanto di pedal steel e falsetto a convivere in "Out of Your Mind".
Non resta che concludere con i doverosi complimenti. Nonostante sia passato piuttosto sotto silenzio, "Sweet Is the Anchor" è disco scritto con talento, garbo e grazia. Non vi resta altro da fare che lasciarvi cullare.


