Garbo

Gialloelettrico

2005 (Discipline) | pop

Ci sono musicisti che si collocano in spazi già esistenti, disegnati su strade spianate, gremite di cartelloni pubblicitari che catturano financo l'attenzione dei più distratti; poi ci sono musicisti che costruiscono una città di note a misura di sé, con forme armoniche ma non immediate, accattivanti ma non scontate, dalle sfumature così discrete da esigere un occhio attento e buono spirito d'osservazione. Ripensando alla carriera di Garbo non potremmo avere dubbi circa la sua destinazione: lo troverete in un luogo tutto suo, seduto nell'angolo meno in vista di un bar stiloso (dall'insegna giallo elettrico, s'intende), mentre scruta gli avventori con apparente distacco, indagandone i comportamenti, fiutando l'aria che tira senza con ciò mutare le sue pose. Un autore da sempre al passo coi suoi tempi e con lo sguardo rivolto a un futuro possibile, tanto quando dagli ormai remoti palchi di Sanremo, anni 80, declamava le inquietudini pop-decadenti di un ragazzo cresciuto in fretta, che ai giorni nostri, fissati con gli occhi di un uomo che non ha ancora smarrito stupore e curiosità.

In fin dei conti, oggi come allora, la sfida di Garbo è di conciliare la fruibilità del pop con testi che rifuggono dai cliché della musica leggera, senza con ciò rinnegarne la tradizione, e utilizzando l'elettronica come veicolo d'espressione: un mix ambizioso da ottenere, difficile da conservare senza sbavature, che tuttavia appartiene in modo ormai consolidato alla cifra stilistica del Nostro. Potremmo affermare che "Gialloelettrico" è un concept album sulla quotidianità, il cui fil rouge sono i rumori tecnologici di una giornata tipo che si alternano lungo tutto il disco alle canzoni (iniziando con "Intro da me" per finire con "Ci vediamo dopo..." attraversando ristoranti, metrò, toilette, supermarket e così via ), e plasmati dal cantautore sui generis fino a divenire romanticismo per cuori moderni, racchiuso in un pop stililizzato in cui è la musica a conservare, ad ogni modo, il ruolo principale.

L'album vanta ospiti d'eccezione: non è un caso che personaggi di primo piano della scena alternativa italiana quali Morgan dei Bluvertigo, Boosta dei Subsonica e Davide Bertotti dei Delta V abbiano scelto di aggiungere la loro firma al progetto; conforta costatare che il Garbo spesso colpevolmente dimenticato dai media non riceva analogo trattamente da artisti che, sia pur a diverso titolo, gli sono debitori. Se il notturno per tastiere di "Garbo" è il delicato lascito di Bertotti, è sul compassato incedere robotico e insieme romantico di "Andarsene" che Morgan imprime un testo dei suoi, fatto di lampi di un realismo ipersensibile ("Ho sempre dato per scontata la ripetitiva alternanza dei giorni e delle notti, i ritmi occidentali, le abitudini..."); ma quelle dei doverosi tributi sono solo aggiunte a una sostanza che Garbo sviluppa da solo, seguendo un solido istinto compositivo e una consumata esperienza nel confezionare canzoni, siano esse i singoli dall'appeal radiofonico (ne rileviamo almeno due potenziali: "Giallo", ma soprattutto "Onda Elettrica"), le ballate dal sapore classico ("Forse") o le pertinenti digressioni dance ("Se", "Amanti").

Se un suggerimento si può dare è quello di lasciar da parte pregiudizi, ostracismi ed etichette, cercando le risposte laddove ci sono: nel controverso e tormentato panorama nostrano, Garbo reclama a buon diritto il suo posto, trovandolo ancora oggi con piena legittimità.

  • Tracklist
  1. Intro da me
  2. Giallo
  3. Esco a piedi
  4. Io e te
  5. Al ristorante
  6. Amanti
  7. Toilette
  8. Io non miglioro
  9. Metrò
  10. Onda Elettrica
  11. Al cinema retrò
  12. Garbo
  13. Supermarket
  14. Settimo senso
  15. Lettura giallonera
  16. Andarsene
  17. TV Routine
  18. Se
  19. Bimbi nel parco
  20. Forse
  21. Ci vediamo dopo...
Garbo su OndaRock
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