Richie Hawtin

DE9|Transitions

2005 (M_nus / Novamute) | elettronica, minimal techno

A scanso di equivoci, ve lo confermiamo subito: Richie Hawtin è il vero nome di Plastikman, il suo alter ego più noto e forse defunto, in ogni caso inattivo dal 2003, anno di uscita di “Closer”. Secondo (o terzo, dipende dai punti di vista) di una serie, il suo nuovo “DE9” è un particolarissimo mix-album. Perché particolarissimo? Perché, al di là della musica (eccellente, peraltro), pone due importanti questioni.

La prima è una vera e propria domanda, alla quale non saranno i teorici a rispondere, ma i fatti dei prossimi anni.
Perché si possa porla, è necessaria una piccola spiegazione di cosa sia questo “DE9” e di come è stato presentato. “DE9│Transitions” è il primo album concepito, pensato e mixato in formato audio Dolby Surround 5.1, quello degli home theatre , per intenderci. Per ovvie ragioni di spazio, quindi, l’opera è incisa su Dvd. Svariati dischi, recentemente, sono usciti anche in questa versione, ma finora era sempre stato un adattamento al formato, anche quando l’uscita nel normale cd stereo e quella in Dvd 5.1 erano state contemporanee (“Guero” di Beck e “Perpetuum Mobile” degli Einstürzende Neubauten, per citarne un paio). Ecco l’importante novità.

La domanda allora è: serve davvero questo passaggio?
Ovviamente non è una questione di tempismo. Non esiste un “troppo presto” in questi casi, e il tempo ci dirà se questo “DE9” è una semplice stravaganza o un lungimirante tuffo in avanti.
Non è neanche una questione di possibilità. Chi non ha un home theatre può infatti usufruire del cd bonus (attenzione, è questo il bonus , non il Dvd), o addirittura degli mp3 che un generoso e saggio Hawtin offre come extra nel Dvd, alla faccia di chi ancora uccide la musica con i cd anticopia (tanto chi vuole piratare pirata lo stesso).
Tuttavia, a costo di sembrare un reazionario, chi scrive è convinto che ben più pesante di questa novità sia stato il passaggio da Mono a Stereo, perché dopo il primo cambiamento, dopo il passaggio da uno a due, ogni altro è necessariamente più semplice (da due a tre, da tre a quattro, da cinquemila a cinquemilauno). E se quello aveva un senso, una ragione d’essere dovuta anche all’anatomia umana, ha uguale senso il nuovo surround ? E’ la risposta a un’esigenza o il tentativo di crearne una nuova? Difficile, difficilissimo dire.
A titolo di cronaca, ho assistito a un set del tour promozionale di questo album, e Hawtin mixa ancora in stereo.

La seconda questione è quasi filosofica. Fino a che punto un mix-album può dirsi tale e non è un lavoro a sé, opera esclusiva dell’ingegno di chi lo realizza?
Per spiegare la seconda particolarità di questo lavoro ci basta citare lo stesso Richie sul retro di copertina: “Questo mix della prossima generazione include campioni, parti e frammenti di più di 100 tracce, incluse tracce esclusive e rari classici di Ricardo Villalobos, Marc Houle, Dbx, Sähkö, Carl Craig e molti altri”. E sulla copertina, sullo sfondo bianco sul quale compaiono anche il viso e l’impresentabile acconciatura di Hawtin, si trovano ugualmente i nomi di Robert Hood, Underground Resistance, Speedy J, Ø e lo stesso Plastikman, tanto per citarne altri.

Pur dichiarando a priori le fonti, Hawtin mixa e mette in loop piccolissime parti di brani altrui, interviene in modo significativo con i mezzi a sua disposizione, rende il tutto un fluido sonoro ininterrotto di novantasei minuti in cui nessuno dei brani d’origine è identificabile. Le tracce, poi, non sono presentate come in un normale mix-album, ma con titoli autonomi e nessuna indicazione di altri autori se non il canadese. Eppure allo stesso tempo viene messo in chiaro che questo è un mix-album e che è stato creato su composizioni di altri, proprio come gli tutti i mix-album . Questo è il fondamentale passo in avanti rispetto al predecessore, il “DE9” sottotitolato “Closer To The Edit”, i cui brani d’origine restavano riconoscibili in buona parte e soprattutto erano elencati sulla tracklist.

Anche se si discosta del tutto nel risultato sonoro, concettualmente “DE9” finisce per essere prossimo ai lavori degli Oval, che utilizzavano nelle loro composizioni piccoli loop di cd che saltano, vinili graffiati e microscopici sample . Ma è anche parente del lavoro degli specialisti del sampling e del taglia-e-cuci alla base di tante produzioni hip-hop. In questi casi non c’è dubbio sulla paternità: l’autore è il produttore che scegli i campioni e li mette insieme, anche quando sono riconoscibilissimi i brani da cui sono stati presi. Il problema è che Richie Hawtin si afferma e nega come autore allo stesso tempo.

Mantenendo una forte ambiguità, Hawtin ci costringe a interrogarci (di nuovo) sui limiti, sulle implicazioni e sulle parentele fra sampling, composizione e semplice deejaying. E le risposte non sono né semplici né immediate. La riflessione, da parte sia dei teorici che dei musicisti, non potrà che essere lunga e difficile. Forse è per questo che il sottotitolo scelto per il disco è “Transitions”.

Sulla musica in sé, infine, non c’è molto da dire, se non che è impressionante quanta classe e personalità Hawtin riesce ancora a mettere in ogni sua uscita senza stancare. Se ormai ha perso (necessariamente) la capacità d’impatto che aveva dieci anni fa, il buon Richie riesce comunque a sorprendere a ogni piccola variazione, a ogni minuscola sfumatura che aggiunge al suo sound . Sound che rimane “minimal” senza dubbio, ma che con la dovuta attenzione alle tendenze attuali si arricchisce di elementi espressivi e si fa meno rigoroso. Impuro ma sempre pulitissimo, impeccabile, e per questo straordinariamente vitale. Ricordiamoci anche che di recente Hawtin si è trasferito a Berlino (anche lui! sarà che gli affitti sono i meno cari di tutte le capitali dell’Europa occidentale…), dove dichiara di essere tornato a vivere la notte come non faceva da anni. Evidentemente dormire poco gli fa bene.

  • Tracklist
  1. Welcomm (In)
  2. TZ Entry Point
  3. Adding And
  4. Subtracting
  5. Prebuild
  6. Seiltanzer
  7. Visioning
  8. We (All) Search
  9. Jupiter Lander
  10. Reduction And
  11. Seduction
  12. Minimal Master
  13. All 4 Du***
  14. Tonarzt
  15. The Tunnel
  16. Minimission
  17. Noch Nah
  18. Weiter Noch
  19. Where Is Mayday
  20. The Hole
  21. (D)Ecaying Beauty
  22. Noch Ein Mal
  23. Do You Know Dimbi?
  24. Power Nine/Six
  25. R2
  26. Regaining Control
  27. Ich Weiss Nicht
  28. Transitions

N.B.: Il cd contiene solamente le tracce da 1 a 21.

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