OndaRock



  1. They Marry
  2. How
  3. Philosopher
  4. I've Been Watching You
  5. Bums
  6. Older
  7. Merry Go Round
  8. Nude
  9. A Word In Your Belly
  10. Boxer
  11. Andy
  12. Christmas Soul
  13. New Born Child
  14. Study


MI AND L'AU

Mi And L'au
(Young God Records) 2005
folk
Ennesima, lucente creatura nata in casa Young God Records, sotto l'egida di Michael Gira e il suggerimento dell'altro, geniale figlio Devendra Banhart.
Devendra, nel suo "viandare" alla raccolta di preziosi scorci da rigirare tra le mani per produrre piccole storie in musica, incontra a Parigi Laurence (L'au), musicista dal quale riceve ospitalità, restando colpito, oltre che dall'animo gentile, anche dalla capacità compositiva, che terrà ben a mente, quando, tempo dopo, il francese realizzerà con la compagna finlandese Mira (Mi) l'omonimo "Mi and L'au".
Il disco nasce da un ritiro sentimental-spirituale nei boschi della Finlandia, in un rifugio dotato del necessario per scaldarsi, amarsi e comporre canzoni. La scelta del temporaneo distacco dalla metropoli parigina, teatro dell'incontro tra l'artista e la modella e, per qualche tempo, decadente e romantico scenario del picco/amore, può dirsi fase di purificazione e sperimentazione della simbiosi tra spiriti dal tocco delicato ed evanescente, una fase di introspezione nel Sé e nell'Altro, ben protetta dall'insinuarsi di rumori artificiali e sovrappiù urbani.

Il risultato è un folk minimale, costituito da voce, chitarra acustica e sporadica strumentazione sparsa in alcune tracce, specchio puntuale della copertina, raffigurante il rifugio imbiancato di neve e candore.
Limpida ed essenziale la stanza allestita da Mira e Laurence. Fioca luce di candele a rendere possibile lo sguardo intimo e reciproco, nella ricerca di un contatto che sia lieve eppur intenso, in questa sorta di Birkin/Gainsbourg, deprivati di certa, diretta carnalità.
La fiaba inizia a raccontarsi in "They Marry", rilassante e caldo carillon sospeso nell'etere.
La diafana intesa, nella quale la tenue voce finlandese viene accolta tra le braccia gentili della chitarra francese, in "Philosopher" e "Burns", accarezza e concilia gli animi, creando uno spazio di tepore dal gelo del Fuori.
Se L'au si apre a fragili e smarriti declamare in "I've Been Watching" e "New Born Child", richiamando indirettamente in causa certi intimismi alla Leonard Cohen e malinconie alla Nick Drake, Mi dona una carezza celestiale ed emozionale all'intero creato, in "Older", arricchita dai violini, come una mano tesa a sfiorare lievemente la testa e il cuore, aprendo un varco al ritorno discreto del compagno nella vellutata e splendida "Nude", traccia dotata di una grazia infinita e commovente, alla stregua di un esplorarsi reciproco fluido e dilatato.
La chitarra di L'au adora senza invadere il cantato di Mi nella ninna-nanna rasserenante di "Andy", melodia capace di raccogliere soavemente e senza nulla chiedere ogni lacrima versata, restituendo la perduta calma. Echi acquei e sfuggenti riverberano nella meditabonda chitarra in "Study", chiusura sottilmente malinconica di questo viaggio/ritorno al calore/languore di amniotica memoria.