New Pornographers

Twin Cinema

2005 (Matador) | pop-rock

I New Pornographers nascono da un'idea di Carl Newman (ex Zumpano) nel 1998. Newman recluta altri sei elementi (la più nota è la cantante alt-country Neko Case) e dopo due anni dà alle stampe "Mass Romantic", colata di motivetti pop, pieni di influenze sixties, canticchiati su un chitarrismo elettrico e aggressivo, sventrato da incursioni di synth.
"Mass Romantic" si rivela esser disco capace di trovare un'alchimia personalissima e difficilmente ripetibile.
Il capitolo secondo, "Electric Version", uscito nel 2002, lascia infatti poca traccia.
Per il terzo disco diviene inevitabile dover cambiare qualcosa.
Il bello di questo nuovo "Twin Cinema" è che i New Pornographers non si limitano a cambiare "qualcosa". I New Pornographers prendono tutte le proprie esperienze e la propria formazione musicale e fondono folk, country, pop, rock e wave in (tutt'altro che) semplici canzoni.
In pratica se "Mass Romantic" si basava su un unico suono, su un'unica idea per tirarne fuori dodici versioni, "Twin Cinema" raccoglie tutte le idee possibili e le convoglia in quattordici brani, ognuno diverso dall'altro.

Ad aprire le danze è la title track, il pezzo più legato ai dischi passati. Due chitarre aggressive e squillanti ad incrociarsi sostenute da un giro di piano a far muro, mentre su si inseguono le voci di Newman e Case. Nel mezzo brevissimi e velocissimi solo di chitarra e ralenty melodici che devono parecchio al Sig. Wilson: freschezza e spensieratezza a pacchi. In parole povere, è il (loro) solito, al meglio, un po' più ricercato e dall'altissimo appeal.
Il vero trait d'union tra passato e presente è invece "Sing Me Spanish Techno", dove pulsazione e spasmo rock si fondono con la nuova e maggiormente ricercata struttura, alternando ai lanci spaziali sghembissimi di chitarra, passaggi di purissima melodia, retti dal pianoforte. Canzone tra le migliori delle migliori.
La affianca di certo "The Bones of an Idol": la partenza è affidata a un fiato, a dei campanelli e a un'acustica suonata a mo' di lancette di orologio. Poi Case parte incantata, colpi di slide, piano e batteria ridestano e aprono lo spazio alla chitarra solista, meravigliosa, che cesella un ritornello strumentale (nel secondo passaggio invece è presente un bellissimo coro).
Ancora chitarre acustiche e elettriche a strati a sostenere "Use It", governata da un giro di piano e sbalzi di batteria, Newman al canto, Case ai controcori, melodia bellissima e senso dell'armonia spaventoso, con tutti gli strumenti (tantissimi) a suonare non una nota una fuori posto, non una nota una senza aggiungere valore a valore.

Parlavamo di eclettismo: "Twin Cinema" non si fa mancare nulla.
Non le ballate: splendida "The Bleeding Heart Snow", tra folk e pop di classe, con tanto di fisarmonica, prima di svilupparsi in gran finale corale, da cui spunta Case primadonna, tra un farfuglio di chitarre, violini e colpi di batteria.
Non da meno l'incantata serenata di "Streets of Fire", sostanzialmente un numero cantautorale, con chitarra e doppia voce, che pian piano si riveste della strumentazione, prima synth, poi armonica, poi il tutta la band.
E neanche brani più duri (che pure non sono mai solo tali): "Jackie, Dressed in Cobra" è spinta da un chitarrismo sostenuto, su cui viene cantata una filastrocca smozzicata, prima che un dolce giro di piano si innesti sulla corsa, in un modo che, tra l'altro, pare del tutto naturale.
"The Jessica Numbers" è di matrice blues-rock, scossa continuamente da colpi di batteria e chitarra, quest'ultima nel finale pronta a lanciarsi in ripetuti soli, mentre "Star Bodies" affonda le sue radici nel punk-rock (melodico, ovviamente).

A citar pezzi ci si ferma qui, e si fa un torto.
Rischiamo la reputazione e parliamoci chiaro: i New Pornographers sono degni di entrare negli annali della musica (o almeno negli annali del pop-rock).
Se con il primo disco il posto che potevano ritagliarsi era quello di (splendida) meteora, ora bisogna rifarsi meglio i conti: ci troviamo di fronte a un capolavoro, al punto in cui l'ispirazione, la coesione, la fantasia, il suono, il talento sono giunti tutti a piena maturazione.
Se c'è qualcosa di avvicinabile a "Doolittle" dei Pixies (seppure in versione maggiormente pop, anziché rock), questo è "Twin Cinema".
Non aspettate vent'anni per comprarlo.

(29/12/2009)

  • Tracklist
  1. Twin Cinema
  2. The Bones of an Idol
  3. Use It
  4. The Bleeding Heart Show
  5. Jackie, Dressed in Cobras
  6. The Jessica Numbers
  7. There Are the Fables
  8. Sing Me Spanish Techno
  9. Falling Through Your Clothes
  10. Broken Breads
  11. Three or Four
  12. Star Bodies
  13. Streets of Fire
  14. Stacked Crooked
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