Obituary

Frozen In Time

2005 (Roadrunner) | death-metal

Il ritorno della band dei fratelli Tardy (a otto anni ormai dall'ultima release in studio di "Back From The Dead") è di quelli che non t'aspetti. Una proposta musicale temibile e per nulla propensa a fare sconti, da una delle band universalmente riconosciuta come tra le più influenti e creative del death-metal.
"Frozen In Time" è un disco che scorre senza punti deboli, blocco granitico di riff d'acciaio, ritmiche caterpillar e vocalizzi demoniaci.
E' un perfetto disco Obituary, insomma, che niente aggiunge al loro sound e che, se non deluderà i fan della prima ora (quelli legati a dischi storici quali il primogenito "Slowly We Rot", il successivo "Cause Of Death" e il meno ortodosso "World Demise"), saprà, al contempo, meritarsi rispetto anche da chi questo tipo di musica riesce a digerire con estrema fatica.
In 35 minuti scarsi, la band della Florida mette sul tavolo tutte le sue potenzialità, con una personalità e una convinzione troppo spesso latitante tra le nuove leve, incapaci di partorire opere di spessore e, caso ancora più raro, di travalicare i confini di un genere ormai sempre più "brutal" e sempre meno proiettato verso il futuro.
Non che gli Obituary - beninteso - siano tornati per assumersi questo compito, difficile anche per una band che le linee guida di quel genere ha contribuito a definire. Il loro scopo sembra piuttosto essere quello di proseguire con estrema dignità lungo sentieri ben conosciuti, mettendo nel carniere altri brani di valore, caratterizzati da un groove potentissimo e da strutture d'acciaio. Per questo motivo, allora, "Frozen In Time" non è un disco dozzinale. Per niente.
E' piuttosto un lavoro ragguardevole, emotivamente sempre al limite, sul filo del rasoio. Un disco di tutto rispetto, anche se guardato da una prospettiva più ampia, che esula dagli angusti scenari del genere.

Il primo tassello del nuovo corso è rappresentato dallo strumentale di "Redneck Stomp", che raggela l'impeto doom dei Black Sabbath con il tocco cerebrale degli Iceburn e scarica la tensione matematica nell'assalto urticante di "On The Floor": allunghi, fremiti autodistruttivi, inquietudine. Gli strumenti percepiscono ognuno l'odore dell'altro, per un mix esplosivo cui l'ottima produzione di Mark Prator conferisce compattezza e vigore di classicità. La doppia cassa ipercinetica, il solo lancinante e la partiture sopraffine fanno di "Insane" un manifesto di ferocia traboccante.
Il growl mefistofelico di Tardy è al suo meglio nel vicolo cieco di "Blindsided". Sposa con bravura e perizia il sound bruciante, inseguendo le chitarre lanciate a folle velocità, indaffarate nel fare il verso alla diade slayer-iana Hanneman/King, con vertiginose scalate chitarristiche, in "Back Inside".
Quello di "Mindset" è un kammerspiel altisonante e marcio, dai toni plumbei, drammatizzato da un farneticare invasato. Quasi un omaggio ai Godflesh, ma meno dilatato e più veloce.
Mastodontica, e attraversata da accelerazioni improvvise, è invece la successiva "Stand Alone": traccia vistosissima della perizia e dell'affiatamento della band. Ascoltare Tardy che chiama alla carica, si lancia a capofitto dentro i bombardamenti ritmici, assecondando il rifferama blasfemo e infuocato delle chitarre, è ancora un'esperienza impagabile.
Molti i pregiudizi che vanno in fumo, insomma.

Furore cieco, brandelli di disperazione, glissando dark-oriented accecano e incitano all'headbanging, così come accade nell'implacabile "Slow Death" o nelle venature progressive di "Denied", impreziosita da smerigliature psichedeliche - ma di una psichedelica puntellata di fremiti techno-gothic - e aperture al limite del collasso grindcore.
La volata fuoco&fiamme di "Lockjaw", devastante amplesso in corsa speed/death metal , con un Tardy sovraumano e le triangolazioni basso/batteria/chitarre, rappresenta l'esito ultimo di un disco davvero esaltante, che s'impone come una delle loro migliori prove di sempre, nonostante, come si diceva, la scelta di assestarsi su di uno standard che ormai è molto più di un marchio di fabbrica.

(01/05/2019)

  • Tracklist
  1. Redneck Stomp
  2. On The Floor
  3. Insane
  4. Blindsided
  5. Back Inside
  6. Mindset
  7. Stand Alone
  8. Slow Death
  9. Denied
  10. Lockjaw
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