Aidan Baker

Dog Fox Gone To Ground

2006 (Afe Records) | avantgarde, ambient

Canadese eclettico e instancabile, prolifico come pochi, Aidan Baker tocca con "Dog Fox Gone To Ground " quelle corde dell'anima che in pochi sono capaci anche solo di sfiorare. Già all'attivo con Mnemosyne, Arc, e Nadja, in solitaria Aidan ha il gusto sopraffino per un'ambient-drone pacificata e ricca di sfumature infinitesimali, tra delay e riverberi che accendono luci e smorzano ombre, coinvolgendo l'ascoltatore in un’esperienza misticheggiante e pregna di liturgia cosmica.

E' un gocciolare di timbri ad aprire il sipario; un gocciolare che si rivela essere una lenta ascesa verso lo spazio, in un trionfo di acustica "riprocessata" ("Dog Fox One"). Scopriamo, poi, che, a bilanciare questa tensione verso l'alto, un gioco di specchi infiniti dispone degli accordi di "Dog Fox Two" come se fossero sillabe di un discorso esoterico, in un connubio ancestrale di lontananza ed evocazione che apre un varco verso i panorami sublimi della Colleen di "The Golden Morning Breaks" . C'è una pace insondabile, dentro questi solchi. Una pace che diremmo quasi inaspettata, se non continuassimo ad aver fede nella grandiosa potenza descrittiva della musica. E, a differenza di un disco come "The Sea Swells A Bit..." (sempre del 2006), dove l'assuefazione alla quiete è lenta ma inesorabile, in questo suo personale capolavoro il canadese mostra una comunicatività lirica "istantanea", che per niente sembra scalfirsi con gli ascolti, finendo, piuttosto, per mostrare una sequenza di immagini e sensazioni per forza di cose necessaria e immutabile.

Come se fossimo invasi da uno sciame delicato di nostalgia "canaglia"; come se intorno non ci fosse nient'altro che tutto un groviglio indistinto, eppure chiaro, maledettamente chiaro!, di ricordi mai sopiti. E, immancabile, uno scontro di prospettive: un primo piano di frasi chitarristiche che snidano la paura dal cuore; e, lì dietro, un fondale trepidante di bagliori ronzanti, lontanissimi, abissali ("Dog Fox Three"). Le profondità del cosmo e i sentieri tortuosi dell'umano vagare. Si viaggia di pari passo, senza inganni. Il crescendo minimalista della brezza siderale di "Dog Fox Four" sembra risalire alla fonte, giungendo in un vortice immediatamente risucchiato dal buio.

Perché, dopotutto, la musica si dispone in una sorta di contrapposizione cosciente al silenzio, e, se gli accordi di "Dog Fox Five" risultano essere così solitari e immaginifici, è solo perchè avvertono, forte e chiara, la ruvidezza dello stesso, che, mista al riverberarsi infinito dello spazio, proietta, vivida e "cinematografica", l'immagine di una candela, appena appena smorzata dal nostro respiro.

Poche sensazioni ulteriori, infine. Poi, la manifesta la bellezza di uno dei dischi più intensi dell’anno.

(22/10/2006)

  • Tracklist

1. Dog Fox One
2. Dog Fox Two
3. Dog Fox Three
4. Dog Fox Four
5. Dog Fox Five

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