Bright Eyes

Noise Floor (Rarities: 1998-2005)

2006 (Saddle Creek) | songwriter, alt-folk

Riassunto delle puntate precedenti.
In Nebraska vive un ragazzo (molto) precoce e talentuoso. A dieci anni inizia a scrivere delle canzoni: lo fanno anche altri nella zona, le sue però colpiscono di più.
A 14 entra nei Commander Venus, perché, chi mastica l’ indie, a Omaha, qualcosa di emo lo ha nei geni e difficilmente lo riesce a nascondere (non a caso, nel 2002, arriveranno i Desaparecidos).
A un certo punto decide di inventarsi il nomignolo Bright Eyes e di andare a braccetto con un’etichetta di nome Saddle Creek.
E’ l’inizio di un culto e la genesi di un certo tipo di suono.

All’incirca quello presente in "Noise Floor", con un pizzico di autoindulgenza, la santa ingenuità adolescenziale e un mucchio di urgenza comunicativa, anche se non tutto è vecchio di anni (si va dalla fine dei 90 con "The Vanishing Act" - uscita nel 7" "Too Much Of A Good Thing"- al 2004 con "Devil Town", presente nell’omaggio a Daniel Johnston "The Late Great Daniel Johnston - Discovered Covered").
Nella storia, poi, arriveranno nuovi dischi, il Vote For Change Tour con Springsteen e Stipe, le vette di Billboard e un nome non più destinato solo alla nicchia, anche (se non soprattutto) per una maggiore consapevolezza propositiva.
A dimostrazione che, con Conor Oberst, avremo tutti a che fare ancora per molti anni.

Ma quel ragazzino con l’area da poser di "Letting Off The Happiness" e "Fevers And Mirrors", concedetecelo, era, come è giusto che fosse, altra cosa.
Meno maturo e più irruente. Ognuno scelga cosa preferire.
Certo, se fate parte di quelli a cui l’impatto emozionale tocca sempre il cuore, andate pure tranquilli col disco in questione.
Alternanza elettro/acustica, urla spesso sguaiate, melodie che entrano in punta di piedi nella stanza per poi sfondare porte e finestre, eccessi legati ai fasulli deliri oberstiani e qualche trascuratezza: in sintesi tutto quello che ha portato Conor a proporsi come indie-riferimento del nuovo millennio, per un mondo in cui l’ emo-folk nasconde il pop e la bassa fedeltà, certo country e una forma autorale implicitamente personale.

Trattandosi di una raccolta, le controindicazioni, al solito, non mancano.
Tuttavia alcune canzoni in questione (a pelle "Trees Get Wheeled Away", "Spent On Rainy Days", "Soon You Will Be Leaving Your Man", "Blue Angels Air Show", "Happy Birthday To Me (Feb. 15) e "Motion Sickness") potrebbero anche convincere come l’ultima accoppiata "I’m Wide Awake It’s Morning"/"Digital Ash In A Digital Urn".
Sempre che preferiate un tema svolto con imperfezione ricercata e nevrotica a quella laurea in scrittura oggi appesa alla parete.

(10/10/2006)

  • Tracklist
  1. Mirrors And Fevers
  2. I Will Be Grateful For This Day
  3. Trees Get Wheeled Away
  4. Drunk Kid Catholic
  5. Spent On Rainy Days
  6. The Vanishing Act
  7. Soon You Will Be Leaving Your Man
  8. Blue Angels Air Show
  9. Weather Reports
  10. Seashell Tale
  11. Bad Blood
  12. Amy In The White Coat
  13. Devil Town
  14. I've Been Eating (For You)
  15. Happy Birthday To Me (Feb. 15)
  16. Motion Sickness
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