Broken Family Band

Balls

2006 (Track & Field) | pop

Sicuramente questo disco non ha i capelli bianchi, anche se si porta dietro decenni di esperienze specchiandosi/azzimandosi nel cavallo tra i secoli, fino a scendere ai piedi di Nashville e Seattle. Sì, ma non traete conclusioni affrettate, perché quando toglierete i petali vi accorgerete di essere rimasti in mano comunque con un "m'ama", ricambiando di passione.
L'unica pretesa di cotanti contenuti è quella di rinvigorire la forza del sound americano in terra d'Albione, viste le origini segnate in quel di Cambridge, storico habitat di musica borghese. Non sembra di ascoltare roba di un tempo che è, ma forse di un momento che starebbe per "nascere" o "resuscitare", e non fa troppa differenza.

Poche pretese dunque, ma buone; senza invadenza alcuna, le canzoni scorrono con fin troppa facilità una volta inserito il disco nel lettore e sembra quasi un invito a sedersi, "resettarsi", magari sorseggiando un bourbon. Si parte con il rock adolescenziale di "You're Like A Woman", un avvio rapido, utile solo per gli scambi di piacere tra l'ascoltatore e la band. Ben altra cosa l'intimità racchiusa in "It's All Over", la "ballata" del disco, classica melodia nostalgica con tanto di coda vagamente noise e richiami ai primi Eels.
Il viadotto si regge su temi classici, come i pianti post-sbronza descritti in "The Booze And The Drugs": l'incedere è tremendamente di bassa fedeltà, fatti salvi quei richiami a un punk da "casa nella fattoria" che chiudono la breve esistenza della canzone. Diciamo che la dimensione è da pop-song , non tanto il ricordo. La storia già scritta si rilegge nel cantico del minatore di "Diamonds In The Mine", altra immagine in bianco e nero sagomata proprio negli Stati del sud, e in "For Milton Mapes", in cui alla verve da umorismo grunge, si accoda appunto un roco senso del parlare biascicando.

La gente ripete che il bello è ciò che piace, banalizzando il semplice senso della normalità. Forse bello, in musica, è ciò che in un certo tempo "suona", finanche senza stravolgere.
Gli accostamenti fattibili all'interno di "Balls" sono molteplici e fin troppo scontati: si passa dagli Okkervil River in "Alone I Want From You Is Some Effort", ai Pearl Jam di "Vitalogy" in "I'm Thirsty". Parallelismi che nella sostanza ampliano la semplicità del disco, elevandone, almeno un po', la caratura e il peso artistico. "Trouble" mostra il lato più malinconico dei ragazzi inglesi ed è, a ragion veduta, il momento di maggiore intensità, un saliscendi traballante, l'anello di congiunzione triste dell'intera catena melodica. Gli ultimi sorsi del bicchiere di borboun, quindi, non ubriacano e lasciano un sapore amaro.

Il gioco delle influenze porta così a stringere la cinghia, perché i pantaloni coi dischi del passato sono inevitabilmente più pesanti.

(23/07/2006)

  • Tracklist

1. You're Like A Woman
2. It's All Over
3. I See How You Are
4. The Booze And The Drugs
5. I'm Thirsty
6. Come On Home
7. Alone In The Make-Out Room
8. For Milton Mapes
9. All I Want From You Is Some Effort
10. Michelle
11. Trouble
12. Diamonds In The Mine

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