Church

Uninvited, Like The Clouds

2006 (Cooking Vinyl) | pop-rock

Non c'è riconoscenza nel rock. Puoi anche aver lasciato un pugno di dischi formidabili, un solco profondo nella scena di un quasi-continente (l'Australia) e un brano ("Under The Milky Way") capace da solo di catturare lo spirito di un decennio (come suggellato dalla colonna sonora eighties di "Donnie Darko"), ma quando ti vengono a mancare hype e agganci giusti, nessuno si ricorderà più di te.
I Church, però, non sono tipi da arrendersi alle prime difficoltà. Così, da anni inseguono testardamente un percorso musicale sottotraccia, appartato, ma non privo di colpi di scena, come fu dieci anni fa lo stupefacente kolossal dark "Magician Among The Spirits".
Oggi, a venticinque anni esatti dal loro esordio, Kilbey e compagni celebrano la loro splendida solitudine "imbucandosi" alla festa del rock: "Uninvited, Like The Clouds". Come le nuvole, nessuno li ha invitati, ma ci sono e - sembrano voler dire — resteranno a lungo, nella loro nuova, impalpabile incarnazione ("Unremembered, like the leaves/ Unintroduced, like the rain/ Unperceived, like the truth").

"Uninvited, Like The Clouds" esce dunque nell'indifferenza generale, annunciato solo da qualche entusiastica fanzine come l’ideale summa dei cinque lustri di vita della band di Sydney. Lo spettro sonoro, in effetti, si presenta molto ampio: melodie pop, languori romantici, dilatazioni ambientali, nebulose di synth, droni e tessiture chitarristiche quasi post si rincorrono lungo le dodici tracce, lasciando a tratti baluginare quel "something quite peculiar" che illuminava la notte sotto la Via Lattea.
Ciò che manca, semmai, è la fluidità, oltre a una visione d’insieme capace di donare compattezza all'intero progetto: Kilbey sa ancora scrivere canzoni, ma, più che alla linfa dell'ispirazione, si aggrappa alla classe e al mestiere, servendosi anche di arrangiamenti calibrati, con inserti di archi, tastiere, organi e mandolini. L’asse portante della band resta però l’intreccio tra il baritono soffuso dello stesso Kilbey e il chitarrismo bruciante del duo Peter Koppes-Marty Willson-Piper, corroborato dal drumming puntuale di Tim Powles.

Ampio spettro sonoro, si diceva, in una continua alternanza di mood agli antipodi: prendiamo ad esempio l’ opener “Block”, inesorabile discesa nel baratro della psiche su un vortice scurissimo di chitarre, e il brano più pop del lotto, la solare “Easy”, festosamente strimpellata sulle corde del mandolino. O ancora il sinistro magma sonoro di “Space Needle” (che fa mangiare la polvere a tanti waver dell’ultim’ora) e il deliquio narcotico di “Untoward”, raffrontati all’esuberanza catchy di “Unified Field” (potenziale singolo, cui manca però un degno refrain ) o alla dolcezza mesmerica di “She’ll Come Back For You Tomorrow”, che imbrocca una delle melodie più limpide del disco.
Sbalzi d’umore, dunque, ma anche improvvise sterzate sonore. Se infatti a prevalere è uno psych-pop atmosferico che riporta alla mente dischi storici del gruppo australiano come “Starfish” o “Priest="Aura”, oltre a certe ninnananne lisergiche alla Echo & The Bunnymen (vedi la ballata dreamy di “Day 5”), non mancano episodi eccentrici: dalla psichedelia pastorale à-la Pink Floyd di “Never Before”, che pare strappata al songbook di David Gilmour, al blues spaziale di “Real Toggle Action”, fino alla classicheggiante “Song To Go”, vera perla dell’album, impreziosita da un organo a pompa e contrappuntata dallo splendido violoncello di Sophie Glasson (peccato solo per quel vocoder finale che stona maledettamente!).

Sarebbe disumano chiedere ai Church di continuare a sfornare capolavori dopo venticinque anni di onorata carriera. E difficilmente questo "Uninvited, Like The Clouds” farà guadagnare nuovi fan ai bardi australiani. Però accidenti se hanno classe e se possono ancora insegnare tanto alle nuove generazioni... E allora, pazienza se nessuno li invita più nel jet-set del rock. Tanto lassù le nuvole, prima o poi, spuntano sempre.

(21/04/2006)



  • Tracklist
  1. Block
  2. Unified Field
  3. Space Needle
  4. Overview
  5. Easy
  6. She'll Come Back For You Tomorrow
  7. Pure Chance
  8. Never Before
  9. Real Toggle Action
  10. Untoward
  11. Day 5
  12. Song To Go
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