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Cryosphere

2006 (Glacial Movements Records) | elettronica, ambient-music

L’ambient-music varca i confini del Circolo polare artico. "Cryosphere" è un viaggio in nove tappe attraverso "lande gelide e inesplorate, dove gli iceberg si scontrano e ogni cosa è ghiacciata", secondo la definizione ufficiale della copertina. Una compilation ambiziosa, che segna il debutto della Glacial Movements, etichetta romana fondata da Alessandro Tedeschi aka Netherworld. Mentre tanti colleghi si dannano l’anima per rifuggere la presunta "freddezza" della musica elettronica, i protagonisti di "Cryosphere" scelgono di acuirne proprio i risvolti più oscuri e glaciali, tra isolazionismo, meditazione e ricerca.
E’ musica in bianco e grigio, che rinuncia quasi del tutto ai beat, prediligendo lunghe tessiture atmosferiche, droni e sottili pattern elettronici. Un soundscape quasi monocromatico, che si dipana tuttavia in una serie di variazioni nell’intensità e densità del suono, ora tenue e quasi impalpabile, ora condensato in imponenti masse, quasi a suggerire la maestosità dei ghiacciai. Sporadici campanelli, giochi d’acqua, rumori e field recordings sembrano invece testimoniare forme di vita nel deserto polare, l’anima nascosta dell’immenso mondo ghiacciato.

Con l’iniziale "Pulse Of Iceilence", i russi Closing The Eternity vagano nella notte artica, tra un gocciolare gelido, sibili sinistri di vibrafono, campanelli ed echi di didgeridoos che sembrano provenire da una caverna. Raffiche di vento polare accompagnano i norvegesi Northaunt in una splendida piece dark-ambient per piano processato ("Crocker Land"). Inquietudini che si stemperano nella "Cryotesk" dei tedeschi Tho-So Aa, una passeggiata nella tundra, avvolta in una nebbia di eco e delay . Non potevano mancare all’appello i maestri del genere, i francesi Lightwave, che nei quasi nove minuti di "Proxima Thule" sfoderano una delle loro oscure sinfonie sotterranee, immergendosi negli abissi del grande oceano artico: dronambient rarefatta sì, ma profondamente umana e appassionata.
I Tuu di Martin Franklin scelgono invece un approccio più marcatamente minimalista: scrittura silenziosa ("Silent Writing") per un singolo tono che sembra fluttuare all’infinito fino a sfaldarsi nell'alba boreale dell'epilogo. Nei dodici minuti di "Giascei" i Troum, alfieri dell’ ambient-drone , sprigionano rumori catturati dal vivo nel porto di Brema in una suite ansiogena à-la Nurse With Wound, che culmina nel suono poderoso di un gong.

Altra presenza di spicco è quella del canadese Aidan Baker, qui alle prese solo con un quattro piste e una chitarra elettrica, in una sognante liturgia siderale che illumina la notte artica ("Beneath the Ice"). Ma le tenebre tornano a calare sulle valli ghiacciate nei dieci minuti di "Kryos", dove Tedeschi presenta la sua creatura Netherworld: un paesaggio sonoro ultraminimale, intessuto su field recordings , clangori di vecchi cancelli, synth e sample, con un coro celestiale sullo sfondo.
A chiudere, il sole freddo ("Cold Sun") di Oophoi, alias Gianluigi Gasparetti, avvolto in una nube di minacciosi synth.

Stampato come cd-r in 300 copie, "Cryosphere" può essere richiesto direttamente presso il sito della Glacial Movements. Una piccola chicca per gli appassionati di dark-ambient ed elettronica minimalista, ma anche l'occasione ideale per concedersi un trip nelle terre sconfinate del Nord.



(13/11/2006)



  • Tracklist
  1. Closing The Eternity - Pulse of Iceilence
  2. Northaunt - Crocker Land
  3. Tho So Aa - Cryotesk
  4. Lightwave - Proxima Thule
  5. Tuu - Silent Writing
  6. Troum - Giascei
  7. Aidan Baker - Beneath The Ice
  8. Netherworld - Kryos
  9. Oophoi - Cold Sun
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