Disco Drive

Very Ep

2006 (Unhip Records) | punk-funk

Dici Unhip Records e ti trovi a parlare dell’indie-label emergente italiana per eccellenza. Dopo aver scaldato i muscoli, a partire dal 2002, con una serie di split single che hanno visto coinvolti nomi eccellenti del panorama alternativo europeo (Tarwater/Yuppie Flu, e Lali Puna/Isan, tanto per dire), dallo scorso anno l’etichetta bolognese ha preso a fare le cose sul serio. Manco a dirlo, le produzioni sulla lunga distanza sono state inaugurate dal fortunato debut-album dei Disco Drive, “What's Wrong With You, People?”, poi seguito dalle seconde prove dei Settlefish e dei The Death Of Anna Karina: nomi che chi bazzica l’ underground conosce assai bene, essendo tutti presenti in modo importante nel panorama alternativo, non solo nostrano. Già, perché se c’e’ un comune denominatore fra queste band è dato proprio da un profilo che supera annosi provincialismi, allocandosi su direttrici che hanno poco da invidiare a quelle anglosassoni.

Disco Drive è un progetto pulsante, in continuo movimento, vuoi per il sound, che non è quel che si dice un invito alla quiete, vuoi per le vicissitudini legate al recente cambio di line-up, che ha visto subentrare Matteo Lavagna ad Andrea Pomini al basso, in un momento successivo all’uscita di questo Ep. Disco Drive è anche l’espressione di un’energia che esplode nell’habitat naturale dell’esibizione live (attenzione: sono in tre, ma suonano per sei), ma che riesce in ogni modo a trovare una sua credibile dimensione anche in studio, e "Very" ne è la conferma. Ad attenderci è un sound scarno, senza troppi fronzoli ma non per questo buttato lì, il cui elemento principe è l’adrenalina che si regge su di una sintesi ideale fra istanze di facile presa e intemperanze punk. Il background importante c’è, e si sente, sia esso rappresentato dall’ intro rumorista di “Abuse Of Power”, spiazzante coi suoi quaranta secondi di scenari industriali à-la Einstürzende Neubauten, che dalle tracce successive, tutte tese a rileggere in modo personale le policrome declinazioni del funk.

In fin dei conti, è proprio la chiave di lettura a sorprendere, molto più prossima alla sfrontatezza dei Clash che non alle levigature dei Rapture, e questo la dice lunga sull’assoluta assenza di ruffianaggine del punk trio .
Ciò detto, i Disco Drive si dimostrano capaci tanto di scrivere singoli cazzoni, di quelli che rimangono impressi nella capoccia (“A Factory Of Minds”, che va a bissare quella “All About This” presente nel disco d’esordio e qui riproposta in formato video, pluri-trasmesso a Mtv Brand New), che beffardi stop and go di tribalismo bianco (“Back And Forth”). Arrivando persino a citare, forse involontariamente, il power-pop, o punk colto, del primissimo Joe Jackson, con “Dot Dash Dew”, poi diluito in una coda strumentale che rimanda ai Pigbag orfani dei fiati, ovvero in quella zona Pop Group che in effetti esplode nella finale “Comes As No Surprise” con una rabbiosa fracassata di percussioni che tentano, peraltro riuscendovi, di spaccarci in quattro. Un invito: se proprio decidete di prendere l’aereo, destinazione Londra o New York, fatelo pure partendo da Torino, via Bologna. Potreste persino scoprire che quanto cercate è già qui da noi, a portata di mano.

(13/07/2006)



  • Tracklist
  1. Abuse Of Power
  2. A Factory Of Minds
  3. Back And Forth
  4. My Party
  5. Dot Dash Dew
  6. Comes As No Surprise
  7. All About This (edit) - Video
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