Entrance

Prayer Of Death

2006 (Tee Pee Records) | psych-blues

Premessa dovuta: è sempre brutto arrivare tardi con una recensione, ancora di più se il disco in questione si rivela meritevole; questo album è del 2006 e arrivare solo oggi a recensirlo mi induce ad una pubblica ammenda, perché il lavoro di Entrance aka Guy Blakeslee in “Prayer Of Death” è più che degno di attenzioni che, forse, non ha ricevuto.

“When your way gets dark, baby
turn your light up high
see that old grim reaper, baby
come-a-easin’ by”


Già titolo e copertina lasciano presagire che questo non sia un album allegro, verissimo ma in un certo senso non è nemmeno triste; il tema di questo concept è quello della morte o, meglio, dell’accettazione della stessa come naturale passaggio ad un altro modo di essere e come liberazione dei fardelli di questa vita.
L’ispirazione per il progetto deriva dal Bardo-Todol, il Libro Tibetano dei Morti, gli strumenti con cui Entrance lo realizza sono principalmente tre: il blues più sofferto, la psichedelia e varie sfumature tribali, che siano esse orientali, indiane o derivanti dai nativi americani.

L’apertura di “Grim Reaper Blues” è dedicata a Charlie Patton, uno dei padri fondatori del Delta Blues, e in un turbinare di chitarre psichedeliche si alza dolente e intenso l’ululato di Blakeslee, il cupo mietitore è di fronte a lui ma il ragazzino non lo teme, anzi,

“He’s a friend of mine/ 24 years old and I don’t mind dyin’/ I am goin’ away to a world unknown”

segue la straziante “Silence On a Crowded Train”, i riferimenti sono espliciti e agghiaccianti, i bambini di Dio e del paradiso giocano ignari in un treno affollato al punto di dover passeggiare sopra il corpo di un uomo sofferente, solo le illusioni possono calmare la loro angoscia, Guy canta la sua litania blues piena di disperazione mentre il violino di Paz Lechantin (QOTSA, A Perfect Circle) costruisce un incalzante ritmo a raffigurare l’inesorabile corsa dei vagoni verso la morte.

Arriva poi il momento del misticismo tribale, “Requiem For Sandy Bull (R.I.P.)” è uno strumentale in cui il cantante (che suona praticamente tutti gli strumenti nel disco) si produce in un raga ipnotico suonando il sitar elettrico, la trance continua e si fa più pesante in “Valium Blues”, il sitar di Guy s’intreccia col violino di Lechantin in una danza rituale su cui lo sciamano di Baltimora ulula:

"I just forget the reason I've been cryin'/ feel so alive thoug I thought I was dying"

ma il protagonista sta cominciando a capire e in “Pretty Baby” Blakeslee si rivolge agli altri,

“You know your religion is a lonesome lie”

il blues ora è tornato più convenzionale, il cantante non bada all’intonazione che spesso si perde, ma cosa importa?

“I want to die without no fear/ I want to die rejoicing”

La preghiera della morte. La consapevolezza è ormai raggiunta e la title track ne è la testimonianza, spariscono tutti gli orpelli e il cantante rimane solo con una chitarra declamando in un lento blues tutte le sue speranze e convinzioni.

"The hour's arrived, baby / death finally made you understand when he closed your hand"

la fine è arrivata e i toni si fanno cupi, “Lost In The Dark” è una marcia funebre, il violino un tremito in sottofondo coperto dalle pesanti percussioni e dal canto deciso, perentorio, persino cattivo e demoniaco di Blakeslee, impietoso.

“can you find a way to lay your cross down to burden you no more?
Or is that heavyweight upon your shoulders teh only thing you’re living for?”

la chiusura di “Never Be Afraid” è un maelström di voci sguaiate che, con il solo accompagnamento musicale di batteria e campanellini, quasi fosse un Pow Wow, ripetono in coro una sola frase:

“When you think about death every morning/ don’t you ever be afraid”

il processo è compiuto. La morte non fa più paura.

Entrance ha creato un’opera particolare, sofferta e affascinante, su temi non facili e utilizzando strumenti poco convenzionali; un disco maturo, considerata l’età dell’autore, che merita di essere ascoltato, con pazienza e attenzione.

(04/03/2007)

  • Tracklist
  1. Grim Reaper Blues
  2. Silence On a Crowded Train
  3. Requiem For Sandy Bull (R.I.P.)
  4. Valium Blues
  5. Pretty Baby
  6. Prayer Of Death
  7. Lost In The Dark
  8. Never Be Afraid
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