FELDMANN - Watering Trees

2006 (Stout / shinseiki)
alt-folk

Feldmann è il progetto di due musicisti che da tempo lottano nell’oscurità. Entrambi batteristi di formazione, Massimo Ferrarotto (Puertorico, Loma, Cesare Basile) e Tazio Iacobacci (Keen Toy, Tellaro, oltre al recente progetto elettronico Pola e a collaborazioni in ambiti di sonorizzazione teatrale) hanno condiviso esperienze convergenti, pur trasfigurandole secondo uno specifico filtro poetico, per dar vita a “Watering Trees”, una raccolta di tanto toccanti quanto ossute piece folk. Che svelano, al di là dell’impostazione amatoriale, un notevole retaggio impressionistico.

“A Cup Of Tea” è subito modulazione di penombre, flusso di suono impostato dall’acustica solenne, variazioni armoniche su vibrazioni electro . “Golden Ring” ha fraseggio acustico tenue e voce Drake-iana, leggeri increspi e variazione dolcemente dissonante, fino a un piano che anticipa le addizioni e gli sfaldamenti di chitarre della chiusa. “Milena” propone una stupenda frase che piacerebbe a Mark Kozelek, mentre un canto scuro e strascicato prelude a un crescendo giocato tra arpeggi e voce, e “Queen Of Fools” arricchisce il sound (quanto mai approssimativo) di zufoli elettronici e solfatare di fuzz.

Gli esordi improntati alla batteria dei due musicisti emergono in brani come “Like Jesus Said” (passo Sparklehorse), “Bloos 354” (slide desertica tra Howe Gelb e Black Heart Procession) e “A Little Song For Aixa” (in implosione tra gorgoglii electro e distorsioni che animano sparuti tocchi di tastiera), secondo un incedere evidenziato e marziale, ma pure uno zoppicare al limite del funereo. Completano il tutto un blues-folk spettrale e notturno degno di certo Cohen, quale “Black Eyes”, l’acustica in libertà tra accordi dolenti e canto onirico di “The Grass”, e soprattutto “Come Closer”, tra frasi Califone, voci armonizzate e intrecci di suono a moltiplicarsi indefinitamente, fino alla brusca variazione stile Modest Mouse e al definitivo ritorno alla sua processione interiore.

A una scrittura non troppo elastica il duo fa corrispondere, per contrasto o per empatia, una flemma sentimentale sensibile a cromatismi e luccichii strumentali, che disarticolano il folk lo-fi almeno fino al punto (invalicabile) dell’impasto timbrico. Ascoltatelo, anche se vi farà male. In fin dei conti, è un umile, personale ammonimento all’essenzialità dell’esperire.

31/05/2006

Tracklist

  1. 1. A Cup of Tea
  2. 2. Come Closer
  3. 3. Like Jesus Said
  4. 4. Golden Ring
  5. 5. Bloos 354
  6. 6. Milena
  7. 7. The Grass
  8. 8. Queen of Fools
  9. 9. Black Eyes
  10. 10. A Little Song for Aixa
  11. 11. I Loved You

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