Mojave 3

Puzzles Like You

2006 (4AD) | folk-rock

Profumo di Sixties nell'aria estiva: un lavoro più gioioso e scanzonato del solito per i Mojave 3, pur continuando nella loro consueta tradizione di revival folk-rock venato di dolce psichedelia. Discreti, umili e sinceri come di consueto, i Mojave3 sanno sempre come evitare il sapore stantio e patetico che non di rado avvolge l’ascoltatore quando si riportano in vita gli anni del "peace and love". Per nostra fortuna, Neil Halstead le canzoni le sa scrivere, e con genuinità e umiltà. Per nostra fortuna, la parola "stucchevole" nel suo vocabolario non esiste. E le fragili e armoniose voci, la sua e quella della meravigliosa Rachel Goswell, sua compagna d'avventura sin dai gloriosi tempi degli Slowdive, riescono sempre a incantare. E che serve di più a un disco di semplice e riposante pop un po' old style di canzoni ben scritte, arrangiate con gusto ed eseguite con piacevole eleganza?

Partiti con qualche ambizione romantico-esistenziale figlia dell'esperienza Slowdive, i Mojave3 hanno preferito col tempo (siamo al quinto album) ridimensionarsi, fino a specializzarsi in quel particolare tipo di dischi che fa sempre piacere ascoltare e che difficilmente verranno ricordati più di tanto. E le canzoni campano di rendita sul consolidato mestiere di Halstead, songwriter che tante emozioni ci ha regalato e a cui per questo motivo si perdonano tanto la scelta di una carriera più "facile" rispetto a quella stellare che era lecito aspettarsi dato ciò a cui aveva dato vita negli Slowdive, quanto un album solista decisamente poco ispirato (diverso invece il discorso per la prova solista di Rachel Goswell, che magari avrebbe meritato finalmente più spazio anche nel gruppo).

In ogni caso: ribadito che Halstead le canzoni le sa scrivere, pescatene una a caso dal lotto di questo nuovo album dal titolo bellissimo, dai testi bellissimi e dal packaging bellissimo (in casa 4AD non si smentiscono mai). Per esempio la cullante "You Said It Before", o le più ritmate "To Hold Your Tiny Toes" e "Truck Driving Man", e quest'ultima, come l'ottima "Kill The Lights", evidenzia un certo debito nei confronti dei migliori Belle & Sebastian e della loro mirabile capacità di costruire pezzi tanto avventurosi quando apparentemente semplicissimi. Ma davvero non c'è un brano debole, come non ce n'è uno che spicchi particolarmente. Tutti contribuiscono a fare di questo disco un ascolto di cui si ha sempre bisogno quando la beceraggine estiva inizia a tormentarci.

La dolce chiusura folk "The Mutineer" (scritta e cantata dal batterista Ian McCutcheon) sugella un album che riesce laddove le ultime prove di gente come Primal Scream e Belle & Sebastian hanno disastrosamente fallito: ovvero ci riconcilia tanto con il revival anni Sessanta che con il pop-folk più puro, semplice e sincero. E per questo si meritano ancora una volta un applauso. Anche se di questo loro disco magari già a fine anno non ci ricorderemo più.

(10/07/2006)

  • Tracklist
  1. Truck Driving Man
  2. Puzzles Like You
  3. Breaking The Ice
  4. Running With Your Eyes Closed
  5. Most Days
  6. Big Star Baby
  7. Ghostship Waiting
  8. Kill The Lights
  9. You Said It Before
  10. To Hold Your Tiny Toes
  11. Just A Boy
  12. The Mutineer
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