Martin Solveig

In The House

2006 (Defected In The House) | house/vocal-house

Dicono che l’insegnamento dei padri valga più di mille parole e ricchezze. Martin Solveig con questa compilation ci dimostra quanto abbia seguito questa massima, e quanto sia stata di ispirazione per la sua vita artistica creando il dipinto di una generazione di produzione house che si snoda lungo gli ultimi due decenni.

Facciamo però un piccolo passo indietro. La Defected Records è una label nata sul finire del 1998, in un piccolo ufficio di Soho, a Londra. Nelle idee del promotore viveva il desiderio di mantenere viva una house che solcasse i binari tracciati nelle origini da label come la Azuli Records e Strictly Rhythm. Da allora, la Defected è diventata un punto di riferimento del panorama dance mondiale, simbolo di un sound ben definito e intriso del sudore degli “housedancer” degli anni 80 e 90, grazie anche alle particolarissime serate organizzate a Ibiza. Le produzioni sono tutte sotto l'egida di un sentire comune del suono house, legato all' easy listening e all'uso delle voci, è proprio grazie a queste caratteristiche che album e singoli diventano frequentemente tormentoni e bestseller creando un vero e proprio culto attorno all'etichetta.

Per l'ultima compilation scelgono di collaborare con Martin Solveig: Dj e producer parigino, attivo da diversi anni ma sempre all'ombra della ribalta.
Solveig sin dagli inizi prende le distanze dal French touch , ispirandosi invece alle produzioni “soul” americane. Già dal suo primo singolo, "Heart Of Africa", si distingue per l’utilizzo di tribalismi, atmosfere funky, e voci profondamente nere, ottendo una canzone che per chi scrive dovrebbe entrare nel manuale di ogni producer house. Questo suo approccio alla musica lo ha sempre un po’ offuscato negli ultimi anni, a vantaggio delle recenti mode electro di colleghi come Tiga, Vitalic, Miss Kittin, etc...

Se la scelta della Defected, di assegnargli la produzione della compilation può farvi immaginare un'operazione nostalgia, beh non siete tanto lontani dalla realtà.
Inserendo il primo cd nel lettore, dopo aver premuto play , diventa subito chiaro cosa ha guidato Martin Solveig in questo enorme lavoro: una dichiarazione d’amore, alle origini dell’house, al warehouse di Chicago, al loft di Mancuso.
Con la prima traccia Solveig ci introduce nel suo mondo, accogliendoci con borghi e tribalismi dal sapore antico, impastati con vocalizzi di swahily funky e metropolitani. Si palesa la paternità putativa dei Masters at Work sulle ispirazioni musicali di Solveig. Il filo conduttore di questo progetto si dipana lungo tutto il primo album, con un susseguirsi di beat africani, fiati, voci soul e un basso profondo che sembra farla da padrone: scuola Knuckles in the house.

Con il passare dei minuti si chiarisce sempre di più cosa muove i cursori del mixer di Solveig: questa compilation non è solo una dichiarazione d’amore verso un periodo ormai entrato nell'immaginario della musica da ballo, ma un vero e proprio punto di rottura nei confronti degli amanti della "innovazione a tutti i costi".
Solveig lancia un vero e proprio guanto di sfida a quanti si sono affaticati nella ricerca di innovative melodie di sintetizzatore, ma anche al minimalismo, sfondando con ritmi definibili solamente maximal , ricoperti di voci, fiati, arrangiamenti lirici e tanta epica house che spunta fuori a ogni cambio di ritmo. Questi ultimi anni per lui sembrano non esserci mai stati e ce lo dimostra con questo coraggioso progetto, che punta a farci ballare distanziandosi da tutte le ultime produzioni di successo.

Saranno le orecchie di chi scrive, ormai logore dalla recente corsa al sound electro , ma questa compilation suona incredibilmente fresca e coinvolgente, quasi una ventata di novità. Non c’è un solo riempitivo, costringendoci a recuperare delle bombole di ossigeno per trovare la forza fisica di seguirlo lungo le tracce dell’album. L’obiettivo di Solveig ci sembra centrato in pieno: si balla, e si balla tanto.

Il lavoro grosso non è finito qui, perchè il cd 2 parte da lontano ed esplora le vere radici della musica house, partendo dal soul di Lee Fields e delle Jackson Sister finendo ai Bugz In The Attic. Solveig straripa, si sente novello Larry Levan e trasporta tutto dentro agli anni 70 della blaxploitation , tira a lucido i pantaloni a zampa di elefante ed esagera con la lacca per capelli.
È un viaggio tra Miami sound e il Club '74, sull'orlo della pacchianeria e delle paillettes che il dj sa gestire perfettamente, mostrando da dove proviene quella musica inventata da Frankie Knuckles in un crescendo verso le atmosfere da club moderne, ma saldamente attaccate alla tradizione.
La summa funk si snoda snocciolando nomi altisonanti come George Clinton e The Charlatans, tribalismi e negritudine come se piovesse in una tempesta di ritmo sono le parole d'ordine che imperano e dirigono il suono. Cambia la strumentazione, si evolve il suono, ma il continuum sonoro è evidente e segna con precisione la strada percorsa per arrivare alla house più rudimentale fino alle iperproduzioni patinatissime dei giorni nostri.
Solveig ha creato una doppietta che prima suggella un trend mai affievolito e poi pesca nella storia della musica guidando l'ascoltatore attraverso tre decadi di ritmo.

L'ultimo cd è una (superflua?) autocelebrazione con tutti i singoli del prdouttore francese, ma va bene così, glielo si concede dopo due ore intense di ottima musica da ballo: sia essa suonata da una band o da un nero ciccione di Chicago non fa differenza perché per Solveig il progresso è futile, non viene anticipata nessuna moda e nessuno spaccerà questa tripla raccolta come l'evoluzione prossima della musica house, ma al contempo sarà un futuro più che concreto perché questo metodo è in vita da 20 anni e non accenna a flettere, è il futuro che rispecchia il passato rinnovandolo a ogni colpo di charleston .

(21/12/2006)

  • Tracklist
  • CD1

    1. Martin Solveig - In The House Intro
    2. Mr. V - Put Your Drink Down / Martin Solveig - I'm A Good Man
    3. Dennis Ferrer - Change The World
    4. Copyright - We Can Rise (Club Mix)
    5. Martin Solveig - Jealousy (Dennis Ferrer 'Haters' Dub)
    6. Martin Solveig - Jealousy
    7. MC Mellow Dee - And You Don't Stop (True School Mix)
    8. Bumcello - Dalia (Martin Solveig Remix)
    9. Tiga - Good As Gold
    10. Bob Sinclar - For You
    11. MC Mellow Dee - And You Don't Stop (Shock Your Mind Mix)
    12. Martin Solveig - Something Better / Wahoo - Make Em Shake It (Acappella)
    13. Paperclip People - Throw
    14. 51 Days - Tracktion
    15. DJ Gregory - Traffic
    16. Julien Jabre - Swimming Places (No Beatz)

     

  • CD2

    1. Lee Fields - I Got A Woman
    2. Next Evidence - It's Only Right
    3. Jackson Sisters - I Believe In Miracles
    4. Chi-Lites, The - Are You My Woman (Tell Me So)
    5. Michael Viner's Incredible Bongo Band - Apache
    6. Rebirth, The - Evil Vibrations
    7. Kurtis Blow - The Breaks
    8. George Clinton - Atomic Dog
    9. Charlatans, The - NYC (No Need To Stop)
    10. Francine McGee - Delirium
    11. Cloud One - Happy Music
    12. Martin Solveig - Rejection
    13. Bugz In The Attic - Booty La La
    14. John Arnold - Rise Up
    15. Martin Solveig - Cabo Parrano
    16. Claude Monnet Presents Mónica Nogueira - Eu Vou Levar (DJ Gregory Main Mix)
    17. Jorge Ben - Oba, Lá Vem Ela

     

  • CD3

    1. Martin Solveig - Everybody
    2. Martin Solveig - I'm A Good Man (Mousse T Breakbeat Mix)
    3. Martin Solveig - Something Better (Quentin Harris Remix)
    4. Martin Solveig - Rocking Music
    5. Martin Solveig - Something About You
    6. Martin Solveig - Black Voices
    7. Martin Solveig - Someday
    8. Martin Solveig - Requiem Pour Un Con
    9. Martin Solveig - Dry
    10. Martin Solveig - Don't Waste Another Day
    11. Erro - Change For Me (Martin Solveig Club Dub)
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