Tyde

Three's Co.

2006 (Rough Trade) | alt-pop

Per chi ha avuto modo di ascoltare i due precedenti lavori dei losangelini The Tyde (3/4 dei Beachwood Sparks), non sarà certo un mistero la passione di Darren Rademaker per il mare e per il surf. Una passione che si traduce in musica con tutto un carico di influenze, ma che ha nell’ovvio nome dei Beach Boys un punto di riferimento essenziale. E’ ora, insomma, di mettere mano alla nostra voglia di mare e di pupe in bikini, perché le chitarre ariose e le melodie scacciapensieri non ci consentono altra scelta. E, anche se con le donne non si sa mai come va a finire, almeno cosine facili facili, ma così diaboliche nel conficcarsi nel cervello, come la deliziosa “Do It Again Again” potranno farci da balia.

Verrà, quindi, spontaneo fare buon viso a cattivo gioco, seguendo le linee birichine del pianoforte che solcano l’arioso panorama di “Brock Landers”, oppure immaginarsi protagonista di qualche film d’altra tempi, con tanto di colonna sonora fatta di polaroid mentali rigate da una svampita innodia di synth (“Too Many Kims”). Poi, non ditemi che avete il cuore così duro, da non sentire un tonfo al cuore quando si disegnano nell’aria le scosse nostalgiche della romantica “Separate Cars”, che fa il paio, ma in controluce, con il tramonto hawaiano, il drink e la brezza della ballatona “Aloha Breeze”. Eh, si: i sixties, quei sixties, continuano a fare proseliti. Un po’ dappertutto, tra questi solchi, ne ritrovi tracce e sentieri. Solari, disimpegnate ma comunque intaccate da una malinconia inestinguibile, le canzoni di Rademaker & co. non ci mettono molto a farsi apprezzare, tanto che a risentirle risuonare nell’aria, anche quando il disco è finito, è un po’ come essere seguiti da un’ombra docile e luminosissima; subdola, come certe melodie che arrivano da chissà dove, eppure a mandarle via è impossibile (“Glassbottom Lights”). Una slide guitar scava dentro le maglie di “Lamest Shows”, mentre di sfuggita Tom Petty ci fa l’occhiolino da dietro il ritornello di “LTD Appeal” e i coretti gigioneggiano sull’honky-tonk spigliatissimo di “Country Line”.

Insomma: il mare, il surf, le ragazze… Rademaker non si smentisce. Ognuno, d’altra parte, ha a che fare con le sue piccole ossessioni, anche se in questo caso si ha voglia solo di scatenarsi, di liberare un po’ di sana giovialità (“Pilot”). Non sarà un disco di spessore, non sarà un’opera per cui valga la pena di spendere qualche soldino, ma “Three’s Co.” le cose che ha da dire ce le scaglia direttamente in faccia, senza troppi fronzoli. Quindi, dopo l’ultima, profondissima boccata di nostalgia (il Neil Young crepuscolare di “Don’t Need A Leash”), via a fare i conti con l’estate!

(01/06/2006)

  • Tracklist
  1. Do It Again Again
  2. Brock Landers
  3. Separate Cars
  4. Too Many Kims
  5. Glassbottom Lights
  6. Lamest Shows
  7. LTD Appeal
  8. CountyLine
  9. Aloha Breeze
  10. Pilot
  11. Don’t Need A Leash
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