Franco Battiato

Il Vuoto

2007 (Mercury) | songwriter

Franco Battiato. Un nome, una (quasi) garanzia. Nella sua carriera, che si avvicina al quarantennale dalla pubblicazione della sua opera prima, l’indimenticato ed indimenticabile "Fetus", il cantautore catanese ha attraversato il corso della storia. E di essa ha cantato il disagio, la noia, la tranquillità, i tumulti. Autore mai banale, classico e originale allo stesso tempo, si è sempre dimostrato camaleontico, eccentrico. Un personaggio difficilmente inquadrabile, estraneo a coordinate temporali, avulso da condizionamenti modaioli e vincoli commerciali. E le sue composizioni, in costante bilico fra mistiche visioni futuriste e idilliaci quadretti filosofici, riflettono la sua profondità meditativa, oltrepassando le semplici riflessione dettate dalla quotidianità, ma cercando di proporsi implicitamente come analisi e sintesi del pensiero umano. I testi, poi, sono quanto di più limpido e celestiale si possa esprimere con le parole. Emozioni in musica.

Giunto ormai, al ventinovesimo lavoro, pubblica questo "Il Vuoto". Il Battiato che t’aspetti verrebbe da dire. Le patologie del quotidiano vengono sezionate fin nei più intimi aspetti dello spirito. Uno spirito malato, che annaspa fra le pieghe del vuoto, e che cerca precario conforto in un sconfinato consumo e nel logoramento trascendentale. Chi ha storto il naso di fronte al precedente "Dieci Stratagemmi", rifiutando la deriva elettro-pop, vedrà confortate, quantomeno parzialmente, le aspettative di un Battiato vecchio stile (sì certo, ma quale vecchio stile?). E fermarsi all’ascolto del singolo che dà il titolo all’album sarebbe veramente delittuoso. Sulla falsariga di "Tra sesso e castità", la prima traccia, che, diciamolo, può anche sembrare pacchiana e banale, percorre le vie di un pop sapientemente mischiato all’elettronica. I synth giocano con l’austerità classica del canto, creando un gioco di rimandi a quel sottovalutato "Gommalacca". E se siete veramente rimasti disgustati dal singolo, come chi scrive, rifugiatevi nel lirismo di "Tiepido Aprile". La maestosa traccia pastorale che si svolge fra gli archi della Royal Philarmonic Orchestra porta idealmente l’ascoltatore tra le note di "Come un Cammello In Una Grondaia". E i rimandi al Battiato del periodo dei lieder ottocenteschi paiono sempre dietro l’angolo. Basti ascoltare la seppur piatta "Era l’inizio Della Primavera" per rendersene conto.

Ma, lo sappiamo, il siculo è autore vario e istrionico. Ecco allora il funk-pop, condito in salsa electro-noise orientale di bluvertighiano slancio, di "The Game Is Over" o le nostalgiche trombe di "Aspettando l’Estate". Che l’autore di melodie terse dallo slancio romantico, padre nobile della canzone italiana, abbia strizzato l’occhio alle filosofie e alle religioni orientali non è certo mistero. E "Niente è come sembra", ispirato da una frase del Buddha, testo programmatico del Battiato-pensiero, sebbene decisamente monocorde nello sviluppo della melodia, avvalora la tesi dell’autore-filosofo, coadiuvato non a caso dall’ormai fedelissimo Manlio Sgalambro.
La world-music della conclusiva "Stati di Gioia" chiude idealmente il cerchio.

Il vuoto teorizzato da Battiato è tutt’altro che incolmabile. Seguendo uno schema ideale, Battiato teorizza il vuoto nelle sue varie forme, da quella del consumo, a quella della tediosità, cercando di porvi rimedio con bozzetti bucolici, con l’esaltazione della vita semplice, con l’invito al saper apprezzare i dettagli.
"Il Vuoto" è un album che sa rincuorare, al quale non si deve chiedere nulla più di quello che si propone, che si ripromette di dare una lezione più che di farsi apprezzare musicalmente. "La mia droga è un cielo terso con una nuvola che lo attraversa. Per qualcuno sarà noioso, per me è come farmi d’eroina". Ecco l’essenza de "Il Vuoto" dalle stesse parole di Battiato. Come dargli torto?

(20/02/2007)

  • Tracklist
  1. Il vuoto
  2. I giorni della monotonia
  3. Aspettando l'estate
  4. Niente è come sembra
  5. Tiepido Aprile
  6. The game is over
  7. Era l'inizio della primavera
  8. Io chi sono?
  9. Stati di gioia
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