Brunettes

Structure And Cosmetics

2007 (Sub Pop) | alt-pop

Dopo due album reperibili solo su importazione e il meritato spotlight come opening act per i vari Architecture In Helsinki e Shins, arriva il tanto atteso esordio worldwide su Sub Pop.

Vengono dalla Nuova Zelanda e sono un duo. Pare siano stati anche compagni d'amore per qualche tempo, ma l'amore che non hanno mai nascosto è quello per il pop dei 60 e per quell'impronta di base da chamber-pop o pop barocco. A questa imprescindibile influenza, va aggiunta la declinazione del suono in territori lo-fi: altro modo per dire che anche qui si ricerca una nuova via al pop, che ormai è già vecchia, ma che continua ad allargare gli orizzonti di interesse. E la via percorsa è riuscire a sintetizzare il wall of sound di Phil Spector con l'atteggiamneto sbarazzino di chi sopravvvive con le idee.  C'è una evidente coscienza di come si costruisce una canzone e di come si armonizzano tra loro gli strumenti; soprattutto c'è coscienza di come portare il risultato sui palcoscenici indie senza annoiare e risultare passatisti. A sentirli il primo nome che viene in mente è quello dei Fiery Furnaces, molto più revivalisti e atmosferici, molto più rilassati e senza gli schizofrenici cambi di ritmo.

Dice bene, poi, chi risente i Polyphonic Spree nell'incipit di "B.A.B.Y.", nemmeno troppo magniloquente e celebrante come ci si potrebbe immaginare, per via forse del codazzo più frizzante e vivo. Del resto qui si gioca, come già detto, sul terreno zuccheroso del pop barocco, aggiornato al terzo millennio, quindi senza i milioni di dollari dello Spector di turno, ma con tante idee dal basso simil-fratellini Friedberger. Poi a spalmare le idee sulla quarantina di minuti del disco dovrebbe pensarci il talento, quello che non manca ai Fiery Furnaces, e che pare non mancare nemmeno ai due neozelandesi.
Originale l'idea dietro alla seconda traccia "Stereo (Mono Mono)", in cui si assiste a un dialogo cantato tra i due, passando con disinvoltura dal suono stereo al suono  mono. E' la migliore canzone del disco. "Her Hairagami Set" è una mini-suite (perché c'è da dire che proprio dal pop progressivo partirono i Brunettes qualche anno fa) tra le atmosfere angeliche di Kate Bush, un indie-pop di ordinaria fattura, e le darkeggianti ballad alla Interpol. Il cerimoniale da brano chamber-pop si incastra perfettamente con il divertissment lirico e umorale di "Credit Card Mail Order".

La catena non cala, la qualità rimane alta anche al giro di boa: perfetto il bozzetto pop di "Ordinary Road Song" tra tintinnanti luccichii, lo-fi, ABBA e acoustic folk. Riuscita la malinconia à-la Cat Power di "Small Town Crew" e credibile la ballata in chiave Interpol di "Wall Poster Star".
In definitiva, i Brunettes condiscono Fiery Furnaces, CocoRosie, Cat Power, Elliott Smith e un deciso amore del titolare per Nick Cave (si ascolti la title track "Structure and Cosmetics", che chiude con magniloquenza il disco). Il tutto non sbrodola, come farebbe pensare, nella semplice caricatura dell'indie-folk e dintorni; riesce invece a veicolare qualcosa di personale, che fa di questo album un gioiellino nascosto da ascoltare. Ottimo l'occhio della Sub Pop che ha deciso di crederci.
E' una follia perderselo.

(27/09/2007)

  • Tracklist
  1. Brunettes Against Bubblegum Youth
  2. Stereo (Mono Mono)
  3. Her Hairagami Set
  4. Credit Card Mail Order
  5. Obligatory Road Song
  6. Small Town Crew
  7. If You Were Alien
  8. Wall Poster Star
  9. Structure and Cosmetics
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