Giorgio Canali & Rossofuoco

Tutti Contro Tutti

2007 (La Tempesta/ Universal) | songwriter

Arrivato al traguardo del quarto album in nove anni di onorata carriera, Giorgio Canali difficilmente può sorprendere. Lo smilzo ex-chitarrista di Cccp e Csi, momentaneamente in pausa dai PGR, pubblica un nuovo lavoro a suo nome, accompagnato dalla sua band, i Rossofuoco, ovvero il batterista Luca Martelli, la bassista Claude Saut e il secondo chitarrista Marco Greco.

"Tutti Contro Tutti" prosegue sulla scia egregiamente tracciata dai suoi predecessori; se proprio vogliamo trovare una differenza a livello stilistico, questa è da ricercare soprattutto nei ritmi, più medio-lenti, dei brani, e nei testi, privi di quella straripante verve dissacratoria e satirica di episodi come "No Pasaran", "Savonarola" o "Questa è una Canzone d'Amore", ma duri e incisivi come sempre. Dalla pubblicazione del precedente "GiorgioCanali&Rossofuoco", avvenuta 3 anni fa, Canali ha sicuramente trovato materiale a cui ispirarsi, tra Vallettopoli, Calciopoli e Tv spazzatura dilagante, e tutto il suo disgusto prorompe nei versi urlati su adeguato sottofondo di chitarre elettriche nei 10 brani dell'album.

Due, invece, i brani di maggior introspezione personale: l'opener "Verità, la Verità" (dedicata a Federico Aldrovandi, diciottenne emiliano morto un paio d'anni fa in circostanze poco chiare dopo essere stato fermato dalla polizia) e il rabbioso brano di chiusura, "Il Ballo della Tosse". Se nel primo episodio domina l'incertezza ("e non so se ho dentro/ tutta la rabbia che mi sento/ [...]non so se è rabbia innata/ o rabbia di riporto/ se è rabbia con una ragione/ o dettata dal sentirmi in torto /[...]o sono io a farne una malattia"), nell'ultimo brano sembra aver capito bene da dove venga la sua rabbia e come utilizzarla al meglio ("sì, lo so, da 1 a 100/ è centomila la rabbia che ho dentro e quando poi/ la sputo fuori/ è rabbia da cannoni non è rabbia da fiori/ non è rabbia qualunque/ non è militante/ volevi cambiare e non cambia un bel niente").

Gli altri brani trattano invece dei tipici temi su cui Canali si è sempre battuto: "Alealè", traduzione di "Coule la Vie", presente nel francofono primo album, datato 1998, presenta forse il testo più incisivo del lotto, questa volta contro razzismo e xenofobia ("E così accade che/ la libertà futura/ è un pompino in tivù/ senza censura/ è stazioni e parchi liberi/ da albanesi, arabi o simili"). "Settembre, Aspettando", che si fregia anche della partecipazione di Bugo all'armonica a bocca, è il riadattamento di "Septembre, en Attendant" degli amici Noir Désir; un pezzo scritto 11 anni fa contro la guerra in Jugoslavia, ma attuale ancora oggi.

Due amare ballate hanno il compito di alleggerire musicalmente l'album: "Falso Bolero" e "Non Dormi". La prima infierisce sulla decadenza culturale italiana, arrivando a sperare nell'arrivo di "un vento di fuoco" che possa spazzare via tutta l'immondizia che ci circonda, mentre la seconda affronta la condizione dell'essere credenti in Italia, puntando il dito contro quanti si affidano al trascendente per pigrizia o conformismo.
Il Canali più irriverente torna in "Piccoli Mostri Crescono" e in "Canzone della Tolleranza e dell'Amore Universale", dall'anthemico ritornello "Tutti contro tutti, nessuno escluso, tutti contro tutti, a calci sul muso, tutti contro tutti, caccia all'intruso, tutticontrotutticontrotutti... per uno".

Un altro buon album quindi, anche se leggermente inferiore al precedente. Di questi tempi, non è poco.

(19/09/2007)

  • Tracklist
  1. Verità, la verità
  2. Falso Bolero
  3. Alealè
  4. Piccoli Mostri Crescono
  5. Non Dormi
  6. Swiss Hide
  7. Canzone Della Tolleranza E Dell’Amore Universale
  8. Settembre, Aspettando
  9. Comequandofuoripiove
  10. Il Ballo Della Tosse
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