“HappyGoneStreet”. Ovvero Epigono Street. Epigono=Imitatore, seguace.
Questo è il senso del quinto album di Claude Cambed, all’anagrafe Claudio Cambedda, polistrumentista, produttore e cantante, che accompagnato dai The Now rende omaggio in modo decisamente particolare ai suoi artisti preferiti, principalmente individuati tra i maggiori nomi della storia del pop e del rock britannico.
Claude Cambed non solo si ispira a un big, ma crea canzoni che devono sembrare appartenenti o eseguite da quel determinato gruppo o cantante e, per aiutarci nell’invero piuttosto semplice gioco di riconoscere il maestro di turno, inserisce tra i credits di ogni canzone un nome storpiato o indicativo dello stesso.
Ecco così che il pop divertente alla Xtc dell’iniziale “Modern Law” annovera tra i suoi credits un certo Andy Cartridge, l’omaggio al Duca Bianco di “Guilty Sky” ospita David Howie, le zeppeliniane “Epigonesque” e “Moon Bottom” si avvalgono la prima dei backing vocals di Robert Flower, la seconda della chitarra elettrica di Jimmy Book.
Il gioco continua con tutte le canzoni, non mancano naturalmente i Beatles, in “Walking” con George Marvin, Sean Julians e Raul McCarthy, la psichedelica dei primi Pink Floyd in “The River Waltz” nella quale compare Syd Parrot o i Kinks, qui ribattezzati Winks, in “I Got A Sunshine”.
Mi fermo qui e lascio a voi il divertimento di finire il giochino.
Claude Cambed e il gruppo, coadiuvati da alcuni ospiti (Giovanni Ferrario, Luciano Poli, Lorenzo Storti) portano il concetto di "derivativo" a un altro livello; mostrano chiare le influenze, le rispettano e compongono canzoni abbastanza meritevoli al di là del senso di plagio che le stesse possano suscitare.
Qualche volta il gruppo eccede e si lascia prendere la mano (vedi “Shocked Clone” con Ryan Wilson & cousins…), la qualità delle singole tracce è altalenante ma in generale il disco si rivela discretamente piacevole e, cosa più importante, non un semplice esercizio di copiatura bensì un omaggio sincero a chi ha ispirato l’autore (e tanti altri) nella propria carriera.
Nonostante questo, comunque, l'album non ha la forza per elevarsi a un piano superiore e poter lasciare un segno nell'ascoltatore, rimane un buon tentativo, un simpatico gioco e un onesto tributo.
04/06/2007