JENNY HOYSTON - Isle Of

2007 (Southern)
alt-rock, songwriter

La californiana Jenny Hoyston, leader, vocalist e fondatrice delle Erase Errata e gaia sacerdotessa del loro no-punk d’assalto (ultimamente uniformato all’imperante moda punk-funk nell’ultimo “Nightlife”, dagli esiti pur esaltanti), non è nuova a progetti paralleli e/o solisti. Già nel 2003 la nostra inaugura la personale carriera all’insegna dell’avanguardia con il moniker Paradise Island (e il mini “Lines Are Infinitely Fine”, su Dim Mak), ma pure in tempi recenti si è cimentata con l’estremo opposto della questione, un rock’n’roll tradizionalista che ricorda lontanamente i tempi d’oro del foxcore, in trio con le Lesbians.

Infine, Jenny Hoyston rilascia un album con la propria anagrafe, senza moniker di sorta. Nude e crude (e scadenti) sono pure le composizioni che lo abitano. “Structure” pare una b-side delle Hole, “Break Apart, Reattach” è una canzoncina-demo degna del peggior Terence Trent D’Arby, “I Don't Need 'Em” è electroclash pensoso e incolore (una Miss Kittin svogliata e di cattivo umore). Lo stesso vale per l’appena più complessa “Ruff… Ruff…/ Rainbow City”, una versione impoverita e scazzata di “Adventures Close To Home” delle Raincoats. L’apparato ritmico è accentuato in “Novelist”, una sorta di samba che ospita un riff grunge e un organo con effetto gotico, e in “Everyone's Alone” si fa drum machine fratturata e trottante, adornata di sibilo electro e percussioni, una cantilena dissociata e vocalizzi-gorgheggi sporadici.

Rimane quindi il contorno più convenzionale che si possa immaginare: “Even In This Day And Age”, ballata country vecchio stile, “Spell D-O-G”, new wave femminista alla Klinex, “Kill Those Thoughts About”, amorfa non-canzone per elettrica e drum machine, “Send The Angels”, ballata “buona la prima” di folk Lennon-iano (leggermente fatalista). Le magre consolazioni sono “Babies With Rabies”, piccola sonata atonale per scordature e metallofono dissonante, e la scattante “Bring Back Art”, Blondie-iana revisione del sound del gruppo-madre.

Poteva irrobustire un appena interessante ciclo di canzoni improntate all’eclettismo poliedrico (pure cementate dagli sprecati talenti di Collin Dupuis e Christina Files), invece Jenny Hoyston ha gettato tutto all’aria – e alla rinfusa – senza credere minimamente al suo ruolo, con ampio sfoggio di discutibili scelte estetiche tra il supponente e l’insipido. Per non parlare degli arrangiamenti mediocri (non solo convenzionali).

03/12/2007

Tracklist

  1. 1. Spell D-O-G
  2. 2. Bring Back Art
  3. 3. Break Apart, Reattach
  4. 4. I Don't Need 'Em
  5. 5. Even In This Day And Age
  6. 6. Ruff...Ruff.../Rainbow City
  7. 7. Everyone's Alone
  8. 8. Novelist
  9. 9. Send The Angels
  10. 10. Structure
  11. 11. Kill Those Thoughts About
  12. 12. Babies With Rabies

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