Mirah and Spectratone International

Share This Place

2007 (K) | alt-folk

L'idea che ci si fa ascoltando il nuovo album di Mirah è complessa e cerchiamo di spiegarla.
Innanzitutto ricordiamoci che alle spalle della cantautrice americana si trova una lunga collaborazione con i Microphones, una brillante carriera solista con almeno due album da segnalare a occhi chiusi ("C'mon Miracle" e l'esordio "You Think It's Like...") e alcuni sbandamenti collaborativi che l'hanno portata a perlustrare strade nuove. A quest'ultima categoria, fatta di alti e bassi qualitativi per la verità, appartiene l'ultimo "Share This Place" che, per genesi e risultato, è a tutti gli effetti uno sbandamento collaborativo.

Per questo progetto Mirah si è ispirata all'entomologo Jean Henri Fabre, autore di diversi libri scientifici che avevano la particolarità di essere scritti dal punto di vista degli insetti. Un mondo visto dagli insetti insomma, già rivalutato anni fa dal film "Microcosmos". E così anche l'album è un ciclo di canzoni sulla vita degli insetti e sull'inevitabile paragone con l'esistenza umana.
Poi per la musica c'è la Spectratone International, dietro cui si muovono i Black Cat Orchestra, vecchi amici di Mirah coi quali già aveva collaborato tre anni fa nella reinterpretazione di famose canzoni pacifiste raccolte in una compilation no war/no Bush.

La Black Cat Orchestra è un ensemble di Seattle, da sempre dedito alla sintesi della musica worldbeat, con un interesse preminente riguardo al Medio Oriente, l'America Latina e l' Europa: qui per necessità si sostanzia in un preferito uso di fisarmonica, strimpelli di chitarra acustica e un fluato della tradizione mediorientale.
Gli strumenti sono pizzicati, si muovono e si fermano, lasciano zampate per poi scappare, non hanno mai un andamento lineare; sono in definitiva onomatopeici, o certamente cercano di esserlo, di rappresentare musicalmente i suoni della vita degli insetti, i loro movimenti.
Il tutto viene poi filtrato dalle sapienti mani di Steve Fisk, che realizza  un corposo suono d'insieme, aggiungendo tuttavia anche un'inevitabile artificiosità che stona con la discografia e il modo d'essere di Mirah.

Venendo allo specifico: piace certamente "Gestation of Sacred Beetle" che mescola il cantautorato folk di Mirah con un'orchestrina orientale, "Following The Sun" che tra tutte è quella che più accelera sull'ambientazione favolistica à la Kate Bush, la suite bjorkiana in più atti "Song Of Psyche"  e la ballata "Love Song Of The Fly".
Per il resto Mirah si ripete un po' troppo, lo standard compositivo è troppo livellato e la qualità è la prima vittima di un progetto troppo grande.

Già, perché, sia detto ora, "Share This Place" è una parte di un progetto ben più articolato, che prevede una serie di filmati girati in stop-motion di cui se ne ha visione nella traccia cd-rom finale del disco. Il filmato è dell'artista di stop-motion Britta Johnson.
Ora, il rischio di progetti del genere è che la musica sia solo uno dei tanti veicoli comunicativi, nemmeno il più importante, e quindi difficilmente classificabile, per i nostri fini,  nella discografia di un'artista.
Altro rischio è che valga più l'idea del risultato, con l'inevitabile sacrificio della qualità musicale in virtù di un puro e primario desiderio espressivo. E "Share This Place" soffre del primato espressivo su quello musicale, dell'idea/progetto sul risultato.
Lo si prenda dunque per quello che è: uno sbandamento collaborativo.

(12/10/2007)

  • Tracklist
  1. Community
  2. Gestation Of the Sacred Beetle
  3. Following the Sun
  4. My Prize
  5. Supper
  6. Song Of Psyche
  7. Luminescence
  8. Emergence Of the Primary Larva
  9. My Lord Who Hums
  10. Ecdysis
  11. Love Song Of the Fly
  12. Credo Cigalia
Mirah and Spectratone International on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.