OndaRock



  1. No Sun, No Sky, At All
  2. The Hill And The Valley
  3. Lights Were Dancing On The Ceiling
  4. An Unknown Spring
  5. House Of Sleep
  6. Walking On Air
  7. Born Beautiful
  8. When The Love Has Gone
  9. Fallen Snow
  10. Toi , Le Coeur De La Rose
  11. Miss Lake
  12. I Didn’t Like The Film
  13. Liverpool
  14. Wild-Eyed And Dishevelled



LOUIS PHILIPPE

An Unknown Spring
(Wondergamma / First Press) 2007
pop, songwriter
Da più di 20 anni Louis Philippe ha intrapreso un percorso sonoro che incanta per coerenza e originalità. Devoto alla scuola degli scrittori “puri” come Brian Wilson e Duke Ellington, arricchisce il suo background con l’amore per Ravel e Poulenc nel classico, e Carole King, Xtc, Zombies nel rock. A ciò unisce un forte amore per i gruppi vocali come i Left Banke, i Righteous Brothers, le Shirless.

Dopo aver vissuto il periodo più creativo del movimento “indie” attraverso esperienze con la mitica El record e La  Siesta, e aver nel frattempo regalato dei gioielli come “Sunshine” e “Azure”, Louis Philippe approda al suo secondo cd finanziato dalla sottoscrizione dei fan più generosi; un modo, quest’ultimo, che gli garantisce assoluta libertà stilistica, anche se la rinuncia all’orchestra rimane un grosso handicap considerate le sue qualità di arrangiatore.

“An Unknown Spring” vede la collaborazione di Danny Manners, Mary Persen, Alasdair Mclean e un quartetto d’archi che aiuta la sottile tessitura delle composizioni con un tocco leggero e piacevole.Dopo una breve “No Sun No Sky At All”, “The Hill And The Valley” apre con potenza il disco; il brano è uno dei più riusciti e incisivi scritti da Louis, e si muove in equilibrio tra due dei suoi grandi amori, Beach Boys e High llamas.Il suono è spesso rarefatto, la voce flebile, al limite di un romanticismo molto europeo, e spogliata da inutili orpelli, si mostra in tutta la sua bellezza, come in “An Unknown Spring”. Altrove, in “Walking On Air” e Born Beautiful”, ad esempio, sono i cori a sottolineare le costruzioni armoniche.

Trittico perfetto è invece la sequenza che si apre con “When The Love Has Gone”, malinconica canzone di gusto molto parigino, con la melodica suonata da Louis. Si prosegue con la lounge-oriented “Fallen Snow”, che ricorda Martin Denny per la grazia dell’arrangiamento, e con “Toi, Le Coeur De La Rose” si completa la sequenza: un breve e intenso brano corale pieno di magia e spiritualità. Tra i pezzi restanti si segnalano “I Didn’t Like The Film“ e la conclusiva “Wild–Eyed And Dishevelled”, per una scrittura forte e intensa, degna dei migliori songwriter.

Un disco che dimostra la rinata voglia di scrivere di Louis Philppe, che dopo aver sofferto per oltre tre anni di un misterioso blocco cerebrale - che gli impediva di suonare il piano - attraverso l’attenzione dei fan e l’interesse di altri musicisti che hanno richiesto la sua produzione (si veda lo splendido “God Save The Clientele”), è pronto a regalarci nuovi quadretti di un mondo musicale in via d’estinzione.

Certo, la sua voce non accattivante e malinconica e l’apparente stasi di un suono fatto di sottili raffinatezze non riusciranno a catturare nuovi adepti corrotti da suoni mp3 sempre più potenti e sempre più vuoti, nonché distratti da nuovi profeti del rock più estremo, destinati ad aggiungersi tristemente all’elenco sempre più lungo dei musicisti per suonerie telefoniche. Louis Philippe non è nulla di tutto questo. La sua musica mantiene un fascino che si arricchisce di spessore col tempo. Assaggiatelo con calma, non vi deluderà.

P.S. Assaggiare non è tanto per dire, il caro Louis è un ottimo cuoco, anzi è il suo unico lavoro, la musica è solo per piacere...

(29/08/2007)