YO ZUSHI - Notes For

2007 (Pointy records)
lo-fi folk, songwriting

Se, in un ipotetico gioco, si tentasse di indovinare il genere musicale cui appartiene Yo Zushi avendo come unici indizi il nome e la foto dell’artista impressa in copertina, si prenderebbero delle simpatiche cantonate; vedendolo nella grafica spartana del booklet, in giacca, cravatta, maglioncino a V e occhiali da intellettuale, t’immagini uno alle prese con ambient, new classical, al massimo un pop alla Beatles.

E invece… il genere di cui è appassionato questo ventiseienne londinese è lontano un oceano dalla sua patria e dal suo aspetto esteriore, perché Yo Zushi tra le sue fonti d’ispirazioni principali annovera Hank Williams, Robert Johnson, Bob Dylan, Johnny Cash e Willie Nelson, Nat King Cole e Leonard Cohen.

Ecco, allora, che si spiega il tenore d'altri tempi della foto di copertina: Yo Zushi è affascinato dal passato, dalla tradizione della musica d’autore americana e in questo “Notes For “Holy Larceny””, secondo album dopo il debutto ben accolto dalla critica di “Song From A Dazzling Drift”, dichiara tutto il suo amore per queste sonorità.

Il disco ha un’ossatura di country-folk old style (la title track, “Song From A Dazzling Drift”) e country-rock figlio di Jimmie Rodgers e dei suoi successori (“Seven Sleepers”), ma anche di incantevoli ballate fatte della solitudine di un Neil Young intimo (“Wedding Song”) e della struggente poesia di Leonard Cohen (“The Trees, They Grow High”).

L’asiatico londinese e il suo nutrito gruppo di musicisti si avvicinano ai vari generi del passato con rispetto e devozione unite a una buona versatilità. Ne sono riprova il bel country-jazz di “Bright Lucifer”, con fiati e piano a predominare, e la morbidezza swing-jazz di “Bright Green Field”.

Non mancano certo riferimenti a Dylan (raffigurato anche nel ritratto dentro il booklet), richiamato in modo chiaro nell’incantevole “Now, A Garland”, ballata per piano e chitarra, ma nel finale Yo Zushi si rivolge anche alla sua patria, o meglio, ai suoi dintorni, spiazzando un’altra volta nello scegliere i Pogues come influenza principale della minimale ballata “All Gone”, dell’incedere corale di “New Evaristo Rant (When Fortune Turns Her Wheel)” e di quello ubriaco e divertito dell’hidden track che chiude il disco.

Con attitudine lo-fi e una grande passione per il folk d’oltreoceano, Yo Zushi è riuscito a creare un album che s’inserisce nel filone del revival di genere ma con canzoni dagli arrangiamenti non troppo banali e che guardano spesso ben più indietro nel tempo rispetto ai soliti punti di riferimento di altri artisti contemporanei.

Yo Zushi non avrà il talento del songwriting di Oldham o quello imberbe di Bright Eyes ma, pur con i difetti che può avere questo suo secondo album, mostra il grande pregio di non voler percorrere (troppo) le stesse strade già intraprese da tanti, e questa attitudine è sicuramente da premiare.

26/10/2007

Tracklist

  1. 1. The Moonlight, Gold And Pale
  2. 2. Seven Sleepers
  3. 3. Bright Lucifer
  4. 4. The Trees, They Grow High
  5. 5. Song From A Dazzling Drift
  6. 6. Bright Green Field
  7. 7. Holy Larceny
  8. 8. Wedding Song
  9. 9. Now, A Garland
  10. 10. All Gone
  11. 11. New Evaristo Rant (When Fortune Turns Her Wheel)

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