Jose James

The Dreamer

2008 (Brownswood) | jazz

Spirituale, fisica, intensa, languida o viscerale, la black music è stata la musica più inebriata di sesso e perdizione, anche se ha perso, nella eccessiva contaminazione, molto del suo fascino. Da molti anni difficilmente un album soul-jazz accompagna le mie serate. Ma ecco improvvisamente un cantante di Minneapolis approdare a Brooklyn, incantando una platea ormai assuefatta e poco propensa a entusiasmarsi per un jazz-soul privo di ammiccamenti commerciali.
Più vicino a Gil Scott Heron, Jon Lucien o Terry Callier il ventottenne Jose James con “The Dreamer “ offre un incantevole ed intenso album di jazz notturno e sensuale, senza inoltrarsi nel crossover di generi che avrebbe aperto le porte del dancefloor, svalutando un repertorio maggiormente devoto a John Coltrane che a James Brown. E fu proprio una cover di “Equinox“ di John Coltrane a entusiasmare Gilles Peterson, tanto da indurlo a metterle Jose James sotto contratto per la sua etichetta londinese Brownswood Bubblers.

“The Dreamer” è un album intenso e privo di cedimenti. Romantiche ballad e splendidi affreschi tra jazz e swing ammaliano l’ascoltatore, mentre spunti  hip-hop e drum ‘n’bass si insinuano senza intaccare il corpo spirituale del progetto.
Piano, basso e batteria sono gli elementi basilari, ma è anche la voce di Jose James a esibire una intensità emotiva fuori dal comune.
Anche come compositore James rivela grandi capacità, sebbene uno dei vertici dell’album sia la splendida versione del blues di Roland Kirk “Spirits Up Above”, che si avvale della prestigiosa presenza di Junior Mance. Un’altra cover, “Nola”, è uno degli episodi più delicati e romantici dell’album.

I sei brani originali si stagliano come piccoli nuovi classici. Incanta per rigore e fascino la lenta ballad “The Dreamer”, caratterizzata da uno struggente suono di sax, mentre sorprende per gli arrangiamenti sempre essenziali la corposa “Velvet”, che sembra già un evergreen.
La romantica ballata per piano “Winter Wind” è un altro piccolo capolavoro dalle tonalità rarefatte e poetiche, mentre “Blackeyedsusan” si inserisce nel solco della più gloriosa tradizione jazz, con una scrittura molto devota a Coltrane. Completa il trittico dei capolavori “Park Bench People”, brano della band hip-hop underground The Freestyle Fellowship, che, pur rielaborato in chiave più strettamente jazz, mantiene intensità e beat.

Una voce classica e moderna, un repertorio di elevato standard compositivo ed esecutivo fanno di ”The Dreamer” un album imprescindibile, non solo per chi ama il jazz e il soul, ma per tutti coloro che ricercano grandi album fuori dalle mode e dal tempo. Un future-classic.

(04/09/2008)



  • Tracklist
  1. Dreamer
  2. Velvet
  3. Blackeyedsusan
  4. Park Bench People
  5. Spirits Up Above
  6. Nola
  7. Red
  8. Winter Wind
  9. Desire
  10. Love
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