Anathallo

Canopy Glow

2008 (Anticon) | chamber pop, progressive

Gli Anathallo vengono dal Michigan, e "Canopy Glow" è il loro secondo capolavoro consecutivo. Sono la punta di diamante di una scena quantomai eterogenea, che va dal glam/wave degli Arcade Fire alla folktronica dei danesi Efterklang, passando per l'indie-prog di marca Arts&Crafts (The Most Serene Republic, Canada), il cantautorato eclettico (Sufjan Stevens, Stati Uniti), il pop venato di post- e folk (My Latest Novel, Scozia), l'elettro-pop più giocoso (Architecture in Helsinki, Australia), la musica da camera (Clogs, Australia/Stati Uniti).

Tratto distintivo l'attitudine corale. Pop limpido, tintinnante, malinconico, ma a suo modo epico: armonie vocali onnipresenti, organici allargati ad archi e fiati, un procedere per climax e illuminazioni, figlio forse degli Yes, forse dei Godspeed You Black Emperor!. Musica pervasa da uno spirito folk solo velatamente tradizionale, che come non accadeva da tempo pare rappresentare una collettività oltre che la particolare e intima indole degli artisti.
Intimismo/coralità è allora un primo asse attorno a cui si snoda l'universo degli Anathallo. Momenti di quasi assoluto silenzio, melodie pressoché sussurrate, arpeggi al rallentatore si sposano a caldi unisoni vocali, tamburi da parata e un affascinante wall of sound cameristico.

Vanno a braccetto estro e delicatezza: la mini-orchestra Anathallo è una girandola di colori tenui che ama il melodismo parlato à-la Why?, imprevedibile e confidenziale, e i temi garbatamente scoppiettanti (il 7/4 chitarra/piano di "Cafetorium", l'elettronica mutaforma di "All The First Pages").
Poi il binomio leggerezza/complessità, chiave di volta delle strutture "liberty" di "Canopy Glow". Angelici botta-e-risposta vocali, contrappunti di fiati ariosi ed effervescenti, sobri intrecci d'archi. E gli incastri delle percussioni, su cui molto ha lavorato la band dal precedente "Floating World": pattern spezzati al limite dell'hip-hop, frastagliamenti poliritmici, costellazioni di scampanii - un merletto elaborato e impalpabile.

Non è musica di intense passioni. È piuttosto un caleidoscopio di forme, un elegante arabesco. In uno spirito pienamente progressivo, gli Anathallo non gettano nelle canzoni le loro emozioni, ma allestiscono con cura certosina un mosaico che solo una volta ultimato svela la sua magia. Come in un libro illustrato, tra la superficie piana delle note sono intagliate architetture di carta: in un soffio, dischiudono una meraviglia che prima non c'era.

(01/12/2008)

  • Tracklist
  1. Noni's Field
  2. Italo
  3. Northern Lights
  4. The River
  5. Cafetorium
  6. Sleeping Torpor
  7. All the First Pages
  8. John J. Audubon
  9. Bells
  10. Tower of Babel
Anathallo on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.