El Cijo

Bonjour My Love

2008 (Still Fizzy) | folk-rock, roots rock

Simone Furbetta (voce, chitarra acustica, tromba), Marco Molinelli (voce, chitarra acustica, banjo, double bass), Pietro Baldoni (cori, batteria, chitarra acustica), Giorgia Furbetta (cori, rhodes, xilofono), Alessio Ballerini (laptop) costituiscono il nucleo portante di El Cijo, band anconetana dedita a una rivisitazione degli stilemi del rock acustico orientato all’ibridazione.

Il carisma del loro “Bonjour My Love” risiede principalmente nella capacità di trasformare le canzoni in esperienze armoniche coinvolgenti, ben oltre le possibilità di Yuppie Flu e Modena City Ramblers.

L'equilibrio dell'opera è un sicuro incastro di scampoli emotivi. Tra i tortuosi flussi di coscienza dell'album, "Not Even My Clothes" è persino gotica nella misura in cui miscela ispida declamazione Waits-iana e subbugli vocali-strumentali, mentre il bisbiglio di "Old Man" si scioglie tra sinistre comparsate dissonanti.

 

I divertissment smaliziati sono forgiati a colpi di istintività fantasmagorica e qualche ficcante parata jazzistica.

"Only A Few Weeks Left Till Easter" tenta di scardinare atmosfere retro (da parte di un riservato concertino di fiati) con stecche gracchianti. La verve di "Every Woman", con crooning demenzial-sensuale evoca le satire folk degli Holy Modal Rounders e dei Camper Van Beethoven e poi punta a un raffinato swing con cori da pub. "Uh Uh Uh Uh", di poco inferiore, è un voodobilly acustico con controcanti satanici, e "Everything" si lancia a tempo di macarena.

 

La maestria strumentale permette di immaginarsi fluidi colpi di scena anche dove non esistono, o dove prevalgono composizioni apparentemente lineari. Lo scat marziale di "Just a Rebel Song" è cullato tanto da cori doo-wop quanto da fiddle roots. Lo stesso humour demenziale, ma infinitamente più discreto, pervade la ninnananna country di "Coach Coming". Ma il contrasto più scompisciante lo possiede per certo la title track, dapprima tour de force di timbri giocattolo e poi stomp sardonico con cori femminili insistenti.

 

I loro eleganti siparietti crepuscolari, come "Franklin Tortuga" e i suoi sibili in lontananza a fare da eco a un banjo stentante, o lo scenario quasi dodecafonico di "Anniversary On Monday", o come il trionfo vocale di "An Island With No Ocean Around", a suon di riverberi elettronici, culminano con l'armonia straziata da un decadente duetto di chitarra e rhodes di "Calamari In Frack".

 

"The Guy Of Yellow Grain", una delle loro creazioni più coraggiose, sciacqua una calma rarefatta di arpeggi e di voci e controvoci a cappella in un sostrato a mo' di collage di loop e ticchettii appartati, quindi ispessisce il misterioso folk-jazz Tim Buckley-iano aumentando ogni singolo timbro e aggiungendo rhodes, click elettronici, clarino, ottoni e contrabbasso.

 

Risultato dell'originario collettivo Postodellefragole, quest'esordio - dotato di pulizia, modus operandi eclettico e sempre coerente, tendenza al poetare psichedelico degli Spirit e scrittura scattante - svetta letteralmente come spigliato catalizzatore di umori scanzonati. Ruolo storico recepito alla perfezione, orgogliosamente anacronistico. Nuovo fiore all'occhiello della fulgida scena anconetana. Assetto live: Simone Furbetta, Marco Molinelli, Pietro baldoni, Alessio Ballerini, Iury Lusenti.

 

 

 

(29/01/2009 - riv. 13/01/2010)

(29/01/2009)

  • Tracklist
  1. Every Woman
  2. The Guy Of Yellow Grain
  3. Doll
  4. Uh Uh Uh Uh
  5. Not Even My Clothes
  6. Just A Rebel Song
  7. Coach Coming
  8. Old Man
  9. Everything
  10. Bonjour My Love
  11. Franklin Tortuga
  12. Only A Few Weeks Left Till Easter
  13. Anniversary On Monday
  14. An Island With No Ocean Around
  15. Calamari In Frack
  16. Blackbird Messenger
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