El Perro Del Mar

From The Valley To The Stars

2008 (Licking Fingers) | songwriting, dream-pop

Dev’esserci qualcosa di strano nella penisola scandinava, un clima che si riflette sulla musica creando estremismi che da una parte possono partorire la durezza e violenza del metal norvegese, dall’altra le malinconie pop retrò piene di zucchero di cantautori come Jay Jay Johanson o Jens Lekman.
Nella seconda cerchia si inserisce a buon diritto Sarah Assbring aka El Perro Del Mar, svedesina dall’angelico aspetto che aveva già ben impressionato i pochi ascoltatori di “Look! It’s El Perro Del Mar” del 2005, raccolta degli Ep che costituiscono le prime registrazioni dell’artista.
Se la cosa vi ha ricordato il meraviglioso “Oh, You’re So Silent Jens”, siete sulla strada giusta. Non solo Sara e Jens sono buoni amici e hanno lavorato insieme, ma condividono anche l’amore per quel romanticismo old-fashioned su cui lo svedese costruisce la sua carriera.

Non pensate però alle orchestrazioni di “Night Falls Over Kortedala”, qui il pop è sognante ed etereo, quasi evanescente, come nell’introduttiva “Jubilee”, una passeggiata in punta di piedi tra cori estatici e organino, o nel naufragio dolce di “Inner Island”, strumenti quasi assenti e grilli in sottofondo per una notte mistica, oppure ancora nell’organo che accompagna la preghiera sommessa e quasi commovente di “Do Not Despair”.
L’amore della Assbring per le atmosfere retrò si respira nelle dolcezze di fiati e piano di “You Can’t Steal A Gift” e “How Did I Forget?”, nella spectoriana “Somebody’s Baby” o nell’afflato soul della solare “Into The Sunshine”, canzoni che seppur impregnate di una timida allegria, aderiscono a quel trasognato e tenero mood che costituisce la struttura principale del disco.

Perché “From The Valley To The Stars” è un disco fragile e delicato, che non alza mai i toni e nel quale entrare pare quasi violare l’intimità di un mondo diverso, costruito sulle nuvole, in cui a volte basta una sola frase ripetuta come un mantra (la title track) per regalare un’emozione.
Un album in cui Sarah, pur mantenendo un tono uniforme, riesce a dare personalità a ogni sua traccia, che siano dei Portishead bucolici (“Glory To The World”), un Lennon in slow motion (“Happiness Won Me Over”) o i due folk finali che tracciano leggiadri la via per il firmamento, ogni canzone è un piccolo quadro, una miniatura fatta di sospiri e manciate di note come polvere di stelle, ogni volta sparse a formare una minuta galassia.

Un altro gioiellino di folk-pop sognante e caldo, nato tra i freddi spazi della penisola scandinava, là dove il folletto El Perro Del Mar ha appena cominciato a spargere le sue piccole magie.

(20/04/2008)

  • Tracklist
  1. Jubilee
  2. Glory To The World
  3. You Can’t Steal A Gift
  4. How Did We Forget?
  5. Inside The Golden Egg
  6. To Give Love
  7. Inner Island
  8. Do Not Despair
  9. Somebody’s Baby
  10. The Sun Is An Old Friend
  11. Happiness Won Me Over
  12. From The Valley To The Stars
  13. You Belong To The Sky Now
  14. Into The Sunshine
  15. Someday I’ll Understand (Love Will Be My Mirror)
  16. Your Name Is Neverending 
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