Flying Lotus

Los Angeles

2008 (Warp Records) | hip-hop

Ormai è un dato di fatto, l'hip-hop sta finalmente vivendo appieno il suo rinascimento. Dopo anni di torpore e oblio manieristico, il genere che ha segnato una delle più dirompenti rivoluzioni musicali del dopoguerra sta ritornando allo spirito altamente creativo che ne aveva contraddistinto la nascita.
Se solo due anni fa di questi tempi si piangeva la scomparsa di uno dei più geniali produttori che gli studi americani ricordino (J Dilla aka Jay Dee), ora celebriamo l'affermarsi di un nuovo, luminoso talento.

Steven Allison, questo il vero nome di Flying Lotus, nasce in California e, come un segno premonitore, annovera nella sua famiglia un'altra importantissima personalità musicale: sua prozia, infatti, era Alice Coltrane (moglie del grande John e importante jazzista a sua volta, scomparsa di recente). Conosciuto negli States per aver musicato la serie di animazione "Adult Swim", Allison approda alla Plug Research dove nel 2006 pubblica il suo esordio "1983". Un anno dopo, accasatosi alla Warp, rilascia l'Ep "Reset" e si impone agli occhi del mondo hip-hop come una delle teste più promettenti in circolazione.

"Los Angeles" si presenta come un disco sulla scia di quel "Donuts" del nume tutelare Jay Dee: 17 tracce strumentali che si attestano su una media di due minuti e mezzo ciascuna, un'attitudine immediata e un suono dalla resa piuttosto sporca. Lo stile di Allison però è diverso, unico. Sembra di ascoltare musica da un vinile usurato che suona appoggiato sul fondo del mare, ruvido e allo stesso tempo liquido e ovattato, profondo; un marchio di fabbrica che rende il sound di Flying Lotus immediatamente riconoscibile.

I brani sono un continuo incrociare tendenze, stili, suoni, che mescolano l'elettronica con sonorità black e un uso unico e assolutamente personale di campionamenti e sintetizzatori.
Un disco che riesce nell'intento di non dare punti di riferimento precisi, ma di amalgamare le sue anime estrapolandole dai loro contesti e rendendole parte di un nuovo "unicum".
Si possono incontrare richiami al funk dalle sfumature lounge, così come suoni decisamente più elettronici e a tratti informatici. Poi ci sono il groove minimale ma estremamente efficace ("Parisian Goldfish"), episodi più percussivi e afro ("Melt!"), spiragli techno-delirio ("GNG BNG"), ritmi più delicati e dilatati ("Beginners Falafel"), fino a un brano come "Testament" (l'unico cantato), che vira su ricordi trip-hop.

I vari elementi sembrano fondersi tra loro senza soluzione di continuità. Allison sembra incorporare la musica e restituircela digerita in qualcosa di nuovo, uno spiraglio sui tempi e sulla musica black di questo primo scorcio di millennio.
Un disco che è in sé il prodotto di un decennio che si avvia alla fine e che ha visto l'hip-hop mutare forma in qualcosa che da un lato lo riporta ai tempi di Afrika Bambaataa e dall'altro lo proietta verso un futuro sempre più vicino e sempre più suo.

(28/05/2008)

  • Tracklist
  1. Brainfeeder  
  2. Breathe Something/Stellar Star  
  3. Beginners Falafel  
  4. Camel  
  5. Melt  
  6. Comet Course  
  7. Orbit 405  
  8. Golden Diva  
  9. Riot  
  10. GNG BNG  
  11. Parisian Goldfish  
  12. Sleepy Dinosaur  
  13. RobertaFlack - Flying Lotus & Dolly  
  14. SexSlaveShip  
  15. Auntie's Harp  
  16. Testament - Flying Lotus & Gonja Sufi  
  17. Auntie's Lock Infinitum - Flying Lotus & Laura Darlington
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