Hauschka

Ferndorf

2008 (Fat Cat) | modern classical

Ricalcando il minimalismo che impera nella musica classica indipendente da qualche anno a questa parte, Volker Bertelmann è riuscito a mettere insieme un’arte molto ben congegnata ed espressiva. Come già nell’interessante “Room To Expand” di quasi due anni fa, Hauschka convoglia la lezione dei maestri con passione e abnegazione ammirevoli.

Se le opere precedenti si incentravano principalmente sul rapporto seducente fra elettronica e strumenti acustici, qui si lascia spazio a un’improvvisazione strumentale più marcata, mettendo da parte pulviscoli digitali. Il richiamo al rustico paesello di origine (Ferndoft) unisce questi dodici frammenti operistici, capaci di evocare un’atmosfera intima, sfiorando una musica da camera graziosa e sinistra.

L’aiuto di una squadra di strumentisti ineccepibili consente a Hauschka di perfezionare il tiro al millimetro, riuscendo nell’obiettivo di coniugare fruibilità e ricerca. Un piano, due violoncelli, un violino e sporadicamente un trombone tinteggiano quando con impeto improvvisativo, quando con astuzia ragionata, uno splendido ritratto post-moderno della malinconia. Un racconto aggiornato attraverso un sapiente rifacimento di antiche melodie sperdute e inquietanti (crepuscolo brumoso per “Morgenrot”, ritmo incalzante in “Freibad”), con l’aiuto di scampoli di dolcezza sopraffina (la sibillina “Blue Bicycle” corre dietro all’inquietante crescendo di “Rode Null”) screziati con attimi scomposti e in apparenza poco accessibili (il guazzabuglio di “Barfuss Durch Gras” e “Schönes Mädchen”).
Gli elementi salienti vengono poi rimescolati nella parte finale, riuscendo a far ragionare l’ascoltare con un’ulteriore stratificazione interpretativa (il dialogo fra piano e strumenti concreti di “Eltern”, le convulsioni della breve “Alma”).

“Ferndorf” offre uno sguardo disincantato al minimalismo storico, riproponendo vecchi suoni con la giusta mediazione fra trasfigurazione personale e rispetto per il passato.

(06/12/2008)



  • Tracklist
1. Blue Bicycle
2. Morgenrot
3. Rode Null
4. Freibad
5. Barfuss Durch Gras
6. Heimat 7. Nadelwald
8. Schönes Mädchen
9. Eltern
10. Alma
11. Neuschnee
12. Weeks Of Rain
Hauschka su OndaRock
Recensioni

HAUSCHKA

What If

(2017 - City Slang)
Il solista tedesco trova l'equilibrio ideale tra piano preparato ed elettronica

HAUSCHKA

Abandoned City

(2014 - Temporary Residence)
Il prodigioso "pianista preparato" a un passo dalla perfezione formale, non senza effetti collaterali ..

HAUSCHKA

Salon des amateurs

(2011 - Fat Cat)
Il compositore tedesco sposa il minimalismo con un colorato mondo folktronico

HAUSCHKA

Room To Expand

(2007 - 130701)
I delicati intrecci pianistici di Volker Bertelmann

Hauschka on web



Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.