Langhorne Slim

Langhorne Slim

2008 (Kemado) | songwriter, folk-pop

Mai fidarsi delle etichette alla moda: per chi nel 2006, all’epoca del debutto di Langhorne Slim, fosse caduto nella trappola dell’abusato marchio pre-war folk, il ritorno sulle scene del ventottenne folksinger americano si preannuncia come una cocente delusione. In realtà, già il suo primo album, “When The Sun’s Gone Down”, aveva ben poco a che spartire con Devendra Banhart e soci, basato com’era su un arrembante bluegrass reinterpretato con piglio punk alla Violent Femmes. Ma per quelli che non si preoccupano troppo delle categorie, qui c’è sicuramente di che divertirsi.
“Musica folk significa musica per la gente” afferma sicuro Langhorne Slim. “Voglio far esplodere la testa della gente di buone sensazioni”. Musica genuinamente popolare, in cui lo spirito è più importante della forma. Ed ecco allora l’uniformità stilistica dell’esordio lasciare spazio ad una variopinta girandola di colori pop, soul, rock, e naturalmente folk. Il tutto in un concitato incalzare di canzoni svelte e stringate che non lasciano un attimo di tregua.

“Volevo una gang di amici e volevo un soprannome come quelli dei personaggi delle storie che mi raccontavano i miei nonni”. Così, Sean Scolnick ha preso il nome della sua cittadina natale, Langhorne in Pennsylvania, e si è inventato uno pseudonimo degno di un personaggio di “Fratello, dove sei?”. Sull’onda degli ottimi riscontri del suo primo album, la V2 ha messo gli occhi su di lui, salvo liquidarlo senza troppi complimenti dopo appena un Ep. Il nuovo disco, registrato presso gli studi Great North Sound Society nel Maine, esce così per la newyorchese Kemado, la stessa etichetta di Marissa Nadler. Al fianco di Langhorne Slim ci sono ancora una volta gli War Eagles, ovvero Paul Defiglia al contrabbasso e Malachi DeLorenzo alla batteria, con cui secondo la leggenda il folksinger di stanza a Brooklyn continua a girare l’America in tour a bordo della scassata Toyota Camry della nonna.

La voce stridula ed irriverente di Langhorne Slim, a metà strada tra Frank Black e Jack White, si getta subito a capofitto in “Spinning Compass”, con il violoncello a dare slancio melodico alla ritmica incalzante ed una fisarmonica profumata di Pogues che conduce ai cori impetuosi del finale. Ma immediatamente il singolo “Rebel Side Of Heaven” vira verso tinte soul, con tanto di organo e ottoni a colare mollemente sulle corde della chitarra. Non a caso è Otis Redding l’idolo dichiarato di Langhorne Slim: e ballate intrise di romanticismo come “Colette” e “Diamonds And Gold” chiamano in causa la morbidezza del primo Ben Harper (quello che non duettava ancora con Jovanotti, tanto per intendersi), complice la collaborazione con il tastierista di Josh Ritter, Sam Kassirer.
Certo, ci sono ancora il bluegrass di “Tipping Point”, le screziature folk di “Restless” e la galoppata western a rotta di collo di “She’s Gone”. Ma lo scarto rispetto ai panorami agresti di “When The Sun’s Gone Down” è radicale, dai riverberi di tastiere quasi Smash Mouth della trascinante “The Honeymoon” ai cori di “Hello Sunshine”, che inseguono l’epica degli Arcade Fire di “Neon Bible”. Qualcuno storcerà sicuramente il naso: un folksinger che non vede l’ora di mettersi a ballare? Langhorne Slim risponderebbe sorridendo con i versi che cantava ai tempi di “When The Sun’s Gone Down”: “I’ve been a dancer all of my life … Lord knows I love to dance!”.

“Non sono sicuro che ne esista un altro tipo, ma quelle che scrivo sono canzoni d’amore”, confessa Laghorne Slim. “Quello che mi interessa è catturare il sentimento, la verità di un’emozione”. Il suo punto debole è un songwriting a volte troppo facile alla caduta nel luogo comune: ma a salvarlo è la sincerità con cui canta anche le parole più abusate. Ecco allora in “Oh Honey” profilarsi un imberbe Dylan in giro con la sua chitarra per le coffee house del Greenwich Village. E tra i Violent Femmes apocrifi di “Sometimes” e la perfetta spensieratezza pop di “Worries”, si fa strada l’epilogo spoglio ed appassionato di “Hummingbird”: “Now I’m dreaming of leaving my demons / And the first one I’m leaving is you”. Il percorso è rapido e convulso, ma denso di avventure: se avvistate una vecchia Toyota Camry sulla vostra strada, non lasciatevela sfuggire.

(03/05/2008)

  • Tracklist
1. Spinning Compass
2. Rebel Side Of Heaven
3. Restless
4. Sometimes
5. She’s Gone
6. Colette
7. Hello Sunshine
8. Diamonds And Gold
9. The Honeymoon
10. Tipping Point
11. Oh Honey
12. Worries
13. Hummingbird
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