Renfro

Mathematics

2008 (Meltwater) | minimal electro-pop

Definizione: duo maschile autore di melodie soavi su raffinate basi elettroniche.
No, le caselle da riempire non sono le prevedibili tre che ospiterebbero il nome Air, ma esattamente il doppio e conducono a un nome nuovo ma che – c’è da scommetterci – non resterà a lungo nell’ombra.
Si tratta dei Renfro, progetto iniziato nel 2005 da due giovani inglesi, Tim Branney ed Atom James Draper, spinti dalla comune vocazione melodica e soprattutto dall’interesse per le diverse sfaccettature dell’elettronica.

Da tali presupposti, Tim e Atom (il primo voce guida dei brani, il secondo autore delle modulazioni sonore) si sono prefissati l’ambizioso obiettivo di creare canzoni pop su una base di tastiere analogiche e frammenti elettronici catturati da piccole distorsioni e field recordings dalle origini più disparate.
Il loro debutto, “Mathematics”, originariamente uscito in primavera per il solo mercato giapponese e soltanto adesso lanciato su scala planetaria, viaggia infatti su due binari ben distinti ma destinati ad incrociarsi in un inedito mélange sonoro, capace di coniugare minimalismo e melodia, pop e sperimentazioni elettroniche.

L’indipendenza relativa dei vari elementi rappresenta la costante intorno alla quale si muovono tutti i cinquantacinque minuti di un lavoro lungo e corposo, che rideclina l’electro-pop in chiave compunta e sfuggente, senza timore di calare melodie semplici e in più di un’occasione discretamente catchy in un contesto invece quasi mai compiutamente armonico, composto com’è in prevalenza da piccoli loop elettronici in moto centrifugo tra crepitii e screziature notturne.
È infatti molto spesso il cantato etereo e quasi efebico di Tim Branney a costituire l’elemento portante dei brani, unico amalgama di basi che seguono ipnotiche iterazioni di suoni interstellari, ora increspati ad assumere battiti sfumati, ora scolorati in una sorta di ambient sognante, ma percorso da una serie di sfrigolii e impulsi sintetici, spesso affioranti all’improvviso sotto forma di placidi glitch.

Pur dalle molteplici fisionomie assunte di volta in volta dall’intreccio mutante tra le due componenti principali di “Mathematics”, è tuttavia dato desumere il comune denominatore di un suono molto denso e pulsante, pur nella sua essenzialità: una “soulful electronica” che sfiora rilucenti accenni dub (“Telescope”), si protende verso tentativi maggiormente sperimentali (“Map of Missing Things”) o si ammanta di una morbida coralità (“Terrain”), ma che consegue risultati senz’altro più apprezzabili quando viene supportata da un’impostazione melodica dai tratti meglio delineati. In quest’ultimo caso, l’onirica pacatezza delle basi elettroniche è coronata da calde melodie che entrano facilmente in circolo, dimostrando ottime potenzialità persino se viste in un’ottica squisitamente pop: vere e proprie canzoni come “Illuminations”, “Invite The Bullets In” e “Broken Little Pieces” (forse il brano più emblematico) rivelano al meglio le doti di questi due ragazzi inglesi ai quali, al di là di qualche eccessiva insistenza su alcune soluzioni sonore, si deve fin d’ora riconoscere il merito di essere riusciti a raggiungere il loro obiettivo di partenza e di averlo fatto attraverso una produzione semplice e priva di sovrastrutture.
La soluzione maggioritaria della definizione iniziale può restare al momento invariata ma, se questi sono i presupposti, ai Renfro si dovrà ben presto guardare con grande (e meritata) attenzione.

(07/10/2008)

  • Tracklist
  1. Half-Life Of Happiness
  2. Broken Little Pieces
  3. Terrain
  4. Telescope
  5. Capture
  6. Illuminations
  7. Add/Subtract
  8. Planting Plags
  9. Map of Missing Things
  10. Invite The Bullets In
  11. C
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