War On Drugs

Wagonwheel Blues

2008 (Secretly Canadian) | alt-rock, electro-pop

Come un treno coast-to-coast a cavallo tra gli anni della Grande Depressione e i fermenti della Summer of Love. In costante movimento tra le mete più disparate, questo disco ha il proprio fascino nella sensazione che si ha di affrontare lo spazio in virtù del tema del "viaggio". In un mondo dove si tende ad annullare la distanza in tempi talmente brevi da risultare quasi impossibili da calcolare, c'è chi resta legato alla vecchia immagine di figure allungate che si susseguono sempre diverse fuori da un finestrino di un vagone non molto accogliente. Un nome che ricorda poco simpatiche campagne repubblicane e un suono che sa di uomini barbuti e in camicie di flanella. La locomotiva si avvia prorompente con "Arms Like Boulders", una cavalcata di folk-rock aperta da armoniche energiche che precedono una voce che somiglia incredibilmente al giovane Dylan che imbraccia l'elettrica.

I ragazzi della Pennsylvania, tra i quali spicca il nome del batterista Charlie Hall dei Windsor For The Derby, non restano impantanati nella pioggia dei riferimenti, che pure ci sono e sono tanti, ma si scrollano di dosso l'immagine di "ripropositori" aggiornando suoni, filtrando il tutto (come in "Taking The Farm") e non disdegnando il ricorso all'elettronica. Un mix sapientemente costruito in cui, se la tradizione d'oltreoceano è il punto d'origine cui tutto ci riconduce, il risultato finale risulta lineare, semplice, rinnovato nello stile, ma allo stesso tempo "schiavo" delle stesse romantiche tematiche. E' così che uno strumentale come "Coast Reprise" trova il suo perché nello sferragliare del plettro sulle corde dell'acustica, quasi a ricordarci il suono continuo e ritmato di un treno.

La veste si arricchisce anche di venature vagamente indie in "Buenos Aires Beach", dove l'epica pioneristica incontra gli Arcade Fire. Arriva poi "There Is No Urgency" a raccontarci dei momenti notturni di un lungo viaggio attraverso un paese mai troppo grande, momenti in cui c'è chi si abbandona a un riposo poco soddisfacente e chi invece si lascia andare ai pensieri più profondi, in ogni caso liberi da scadenze o affanni.
L'aria si fa rarefatta, i suoni sporchi, a ricoprire di uno strato disturbato la springsteeniana "A Needle In Your Eye #16", con l'organo cadenzato alla maniera del Boss e la batteria a dettare le marce.

Non esistono passaggi a livello, come a favorire l'incontro di nature apparentemente contrapposte, e allora via libera al matrimonio tra il menestrello di Duluth e lo shoegaze per un risultato che sa di country acido per una dilatata "Show Me The Coast". E se qualcuno può aver dimenticato per strada che la fine di un viaggio, sempre se esista, in realtà non è che l'inizio di uno nuovo, a chiudere e allo stesso tempo tornare all'origine ci pensa il suono grezzo e disturbato della voce e della chitarra di Adam Granduciel, ripercorrendo la via di maestri come Woody Guthrie.

Nove tracce in costante via-vai tra presente e passato, in movimento tra tradizione e attualità, piacevoli e affascinanti, che hanno il sapore di avventure di gente normale, che non ha fretta di "riuscire" quanto un'irrefrenabile voglia di vivere.

(17/11/2008)

  • Tracklist
  1. Arms Like Boulders
  2. Taking The Farm
  3. Coast Reprise
  4. Buenos Aires Beach
  5. There Is No Urgency
  6. A Needle In Your Eye #16
  7. Reverse The Charges
  8. Show Me The Coast
  9. Barrel Of Batteries
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