Paul Weller

22 Dreams

2008 (Universal) | songwriter, soul-pop-rock

Quando arrivi a cinquant'anni, alle spalle una carriera da protagonista della musica con i Jam, un'altra fetta con gli Style Council, una più che buona carriera solista, ci sono molte cose che potresti fare.
Ritirarti e goderti la vita, chessò, fare il produttore, fare dischi svogliati tanto per vivere di fama acquisita; oppure puoi arrischiarti in un progetto nel quale percorrere anche nuove strade e provare ad ammaliare ancora una volta il pubblico.
La scelta di Paul Weller è stata quest'ultima; il cantautore inglese, classe 1958, per quello che è l'undicesimo disco da solista ci propone un album della durata di un vecchio doppio in vinile nel quale si diverte a esporre una varietà di generi inusuale per le proprie consuetudini.

Oltre ai soliti pezzi mod-style (la title track), brit-pop ("Sea Spray"), e all'immancabile mistura di rock e soul funky (le morbidezze di "Empty Ring" e "Cold Moments"), infatti, il padrino di tutti i mod riserva in questo "22 Dreams" anche non poche sorprese.
Ad aprire e chiudere il disco, per esempio, sono due atmosfere indiane ("Light Nights" e "Night Lights"), e se la prima si mantiene nella forma-canzone più ordinaria, la seconda si presenta come un'estasi da spazio cosmico, fino a chiudersi con un roboare di tuoni da temporale estivo.

Roba strana per chi si aspetta le solite cose dal vecchio Paul, ma nei ventidue sogni c'è ancora di che spiazzarsi; una splendida orchestrazione pop bacharach-iana ("Black River"), una specie di Springsteen-boogie ("Push It Along"), malinconico romanticismo da tango strascicato ("One Bright Star"), piano e archi in amorevoli incontri ("Lullaby Fur Kinder", "Where'er Ye Go") e universi kraut ("111").
Immancabili gli ospiti: Noel Gallagher e Gem Archer degli Oasis collaborano al rock psichedelico di "Echoes Round The Sun", Aziz Ibrahim (Stone Roses) è la voce recitante nella mistica preghiera di "God", mentre il grande Robert Wyatt distende la sua tromba nel patchwork jazz di "Song For Alice", omaggio alla defunta Signora Coltrane.

A dispetto di tutte le sue diversità, "22 Dreams" è un disco scorrevole che si ascolta con estremo piacere; il talento compositivo di Mr. Weller calibra ogni episodio (tranne forse qualche pezzo della prima parte) con incredibile classe e crea anche pezzi eccezionali, vedi la ballad per piano e voce "Invisible", meravigliosa e toccante con la sua venatura soul, uno di quei pezzi che non si trovano facilmente in giro.
La cosa però che stupisce di più forse di questo album è la freschezza che vi si respira, un disco che trasuda allo stesso tempo una matura eleganza formale e uno slancio che denota voglia di giocare e di mettersi in gioco.
Un grande autore con lo spirito di un eterno ragazzo, Paul Weller a cinquant'anni ritrova una nuova giovinezza. Perché, citando la canzone dedicata al figlio, "why walk when you can run?”.

(13/07/2008)

  • Tracklist
  1. Light Nights
  2. 22 Dreams
  3. All I Wanna Do (Is Be With You)
  4. Have You Made Up Your Mind
  5. Empty Ring
  6. Invisible
  7. Song For Alice
  8. Cold Moments
  9. The Dark Pages Of September Lead To The New Leaves Of Spring
  10. Black River
  11. Why Walk When You Can Run
  12. Push It Along
  13. A Dream Reprise
  14. Echoes Round The Sun 
  15. One Bright Star
  16. Lullaby Für Kinder
  17. Where'er Ye Go
  18. God
  19. 111
  20. Sea Spray
  21. Night Lights
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