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Ricamatrici

2009 (Bar La Muerte) | avant-rock

Passata l'”abbuffata” di musica e cucina di “Ricordi indelebili” (da cui ha saputo cavare memorabili performance), Stefania Pedretti, già ideatrice delle mitiche Allun e co-titolare degli Ovo a fianco del compagno Bruno Dorella, dà il seguito solista con “Ricamatrici”.

La descrizione del lavoro aziendale di ricamo e cucito serve a Stefania per abbozzare una sorta di “Twin Infinitives” casereccio. Così, i misteriosi frammenti di piano scordato (“Un giorno”, “Punto intaglio” e “Punto croce”) sono la controparte delle ambience industriali di “Tulle” (con lamentazione vocale in mezzoforte), “Ago e filo” (con sovratoni psichedelici, ticchettii e timbri “trovati”), “Sartine” (una soundscape digitale con rigurgiti infantili patologici della vocalist) e “Punto lacrima” (una trance su cantilena assorta impercettibile).

Le piece più impegnative hanno il culmine proprio nella conclusiva “Appunti di viaggio”, interamente costruita sulla base di suoni di stazione, scricchiolii e confabulare sottovoce di Stefania, a creare una tensione quasi musicale, persino post-punk. Ma anche “Ricami”, un loop di corde (tanto pizzicate quanto risuonate con l’archetto) fa da sfondo al suo panegirico psicotico improvvisato, e così pure “Punto ombra”, per piano e vocali tenebrose alla Diamanda Galas. La weberniana, atonale “Sospiri” - un soliloquio invertebrato tendente alla degenerazione - è forse la più dotta. Il gorgo inquietante di droni e cacofonie a nastro trasportatore di “La macchina da cucire” è il numero più eccitante.

Subdolamente descrittivo, l’album prende vita della mancanza di snodi coerenti, razionalità, agganci fruibili. Stefania raggiunge un nuovo nadir vocale, forse meditato o comunque durevole; la sua atemporalità di compositrice, giullare e - giocoforza - maestrina dell’assurdo contemporaneo, non trova riscontri e rischia di imburrarsi di retorica folle. La sua performance si chiama “One Girl Sewing Music” (dopo la “One Girl Cooking Music”), supportata dai field recordings di JD Zazie (già Burp Enterprises) nella quinta naturalista di “Appunti di viaggio”. Per certo, il suo manufatto va a pieno regime quando diventa itinerario discreto per la mente poetica. Interventi di Claudio Rocchetti, missato da Roberto Rizzo e Gianmaria Aprile, masterizzato da Giuseppe Ielasi.


(02/09/2009)

  • Tracklist
  1. Tulle
  2. Un giorno
  3. Ago e filo
  4. Ricami
  5. Punto intaglio
  6. Punto lacrima
  7. Punto ombra
  8. Sartine
  9. Punto croce
  10. La macchina da cucire
  11. Sospiri
  12. Un’ora sola
  13. Appunti di viaggio
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