Bell Orchestre

As Seen Through Windows

2009 (Arts&Crafts) | chamber-post

C'erano una volta i Godspeed You Black Emperor!; poi sono andati in permanent hyatus ed è iniziata la diaspora dei fan: qualcuno si è dato ad A Silver Mount Zion e Do Make Say Think, qualcuno al culto del dio metallo, altri hanno iniziato una lunga odissea tra emuli finlandesi, svizzeri, australiani.

"As Seen Through Windows" non riallaccerà le sorti degli esuli, ma propone una quarta via: musica da camera luminosa e pacata, che deve tanto alla Penguin Café Orchestra quanto alle vibrazioni di casa Warp.
Le tracce sono nove: nove acquerelli strumentali in bilico perenne fra estasi e malinconia, con quella passione per i cambiamenti atmosferici che è tipica del filone soft/loud. Niente enfasi però: a sorprendere, piuttosto, è la leggerezza delle architetture, la trasparenza cristallina di un suono tutto tintinnii, pizzicato d'archi e timidi refoli fiatistici.

Tenue e rigogliosa allo stesso tempo, "Icicles/Bicycles" è il suono della brina in disgelo, dei fiori che cautamente aprono i petali. Risacca elettronica iniziale, poi fuga dai Talk Talk in un crescendo imprecettibile, per chiudere su una primavera di percussioni e corno francese.
Proprio l'anima elettronica - sempre discreta e armoniosa, e l'elemento percussionistico sono due delle peculiarità del disco. Ben lungi dall'essere solo una versione ingentilita della musica dei GYBE!, "As Seen Through Windows" torna alla radice della loro musica: rilegge le suggestioni del minimalismo estatico (Steve Reich in particolare) e di quello sacro (Pärt, Górecki) per combinarle, più che all'anima desolata e post- dei vari Slint e Mogwai, ai vapori elettronici dei Seefeel e dell'Idm inglese.
Ne è prova l'impensabile cover di "Bucepahlus Bouncing Ball" del gemello Aphex, che muta l'originale capziosità drill'n'bass in una festa di carabattole elettroniche e non. Ciliegina sulla torta di un album delizioso, dona al pezzo una tenerezza e una policromia del tutto inattese.

I Bell Orchestre sono (ovviamente?) di Montreal, Québec. Il sestetto condivide alcuni musicisti con gli Arcade Fire e per questo secondo album si è affidato alla produzione di John McEntire, il cui tocco astratto si intravede in diversi pezzi. L'album precedente, "Recording a Tape the Colour of the Light", merita altrettanto.

(20/12/2009)

  • Tracklist
  1. Stripes 
  2. Elephants
  3. Icicles/Bicycles
  4. Water/Light/Shifts
  5. Bucephalus Bouncing Ball
  6. As Seen through Windows
  7. The Gaze
  8. Dark Lights
  9. Air Lines/Land Lines
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