Billie The Vision & The Dancers

I Used To Wander These Streets

2009 (Tea - Kettle Records) | alt-pop

I Billie The Vision & The Dancers sono una pop-band svedese formatasi nel 2004 a Malmoe. Tutto gira intorno a Lars Lindquists, cantautore dalle potenzialità compositive fuori dal coro, il quale decide di riunire a sé una serie considerevole di talentuosi musicisti, per dar vita a uno dei progetti pop più estroversi e ammalianti dello sterminato panorama indie scandinavo. Mossi i primi timidi passi con l’album d’esordio, “I Was So Unpopular In School And Now They´re Giving Me This Beautiful Bicycle”, la piccola combriccola ottiene due nomination consecutive al "Manifest", celebre premio svedese rivolto ai dischi indipendenti, raggiungendo con il secondo disco, “The World According To Pablo”, un seguito sempre più nutrito e accanito.
Famosi soprattutto per le loro esilaranti esibizioni dal vivo, i "Billie" decidono di abbandonare i confini natii nel novembre del 2005, iniziando un tour di supporto alle Pipettes, che li condurrà anche nel Regno Unito, in Italia e Germania. Raggiunte le 8000 copie nel 2007 con la terza perlina pop, “Where the Ocean Meets My Hand”, la band può essere considerata al giorno d’oggi una della realtà più ispirate del pop indipendente europeo, non solo per la spiccata valenza melodica che contraddistingue ogni singola traccia del loro incredibile percorso, ma anche per la capacità innata di amalgamare in pochissime note gioia di vivere, felicità, spensieratezza e un ottimismo che possiamo definire “vitale” in questi tempi bui, e non solo.

“I Used To Wander These Streets” è, difatti, uno di quei dischi pop di cui tutti (ma proprio tutti) abbiamo assolutamente bisogno. Riuscire a beccare in un sol colpo dodici melodie rivitalizzanti, godibili a ogni battito, è un'impresa rara, oggi più che mai. E non è un caso che un’opera come questa arrivi proprio dalla Svezia: terra di suoni, coloratissime visioni e, per l’appunto, esagitati danzatori.
Il trittico iniziale è un connubio di effervescenza (“Lily From the Middleway Street”), leggiadria (“You're Not Giving Up”) e malinconica goduria pop (“Someday, Somehow”). I testi sono carichi di passione amorosa/amicale, marcati da una poderosa vitalità descrittiva, talvolta densi di insoliti spunti riflessivi, come avanzato nella sensualissima ballad  “I Belong To you”, dove è una dolcissima Fia Janninge a cantare di guerra, amicizie e amori: “My best friend converted to Islam the other day, she said ‘i’ve always been struggling side and the opposite side of Bush, that’s where i belong”.

Nel disco non ci sono pause. Le coreografie ideate da Lindquists per il proprio corpo di ballo tendono a infiammare la platea, e il balletto si tinge di incanto folk in “Swedish Sin”. A rendere ancor più gaie le sfumature melodiche sono soprattutto le puellae del gruppo. Il violino mesto della Janninge, il basso delicato della Carlsson e la tromba altezzosa della Haglind conferiscono maggiore armoniosità all’intera struttura. “I Used To Wander These Streets” non spicca solo per le sfavillanti tessiture e le irresistibili cavalcate armoniche (“Groovy”), in esso troviamo anche momenti di pacata inquietudine e uggioso imbarazzo, come sottolineano le spoglie acustiche di “Hold My Hand” e la timida propulsione pianistica di “Relay Race”.

Non ci resta che fuggire per un bel po' a Malmoe.

N.b.

Il disco è stato prodotto solo per la Svezia nel 2008.

(03/03/2009)

  • Tracklist
  1. Lily From the Middleway Street
  2. You're Not Giving Up on Me
  3. Someday, Somehow
  4. I Belong To You
  5. Stuttering Duckling
  6. Swedish Sin
  7. Hold My Hand
  8. Groovy
  9. I Miss You
  10. Liar And A Thief
  11. Realy Race
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Recensioni

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While You Were Asleep

(2012 - Goldenbest Records)
Sesto album per la variopinta comune folk-pop svedese

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