Burial - Four Tet

Moth / Wolf Cub

2009 (Text Records) | dub techno, masters at work

Mi sento come Rocco a Praga, lo capisco.
Burial & Four Tet: la mamma e il papà, il nero e il bianco, lo yin e lo yang, il bene e il benissimo. Quando si è saputo della collaborazione a pochi giorni di distanza dall'uscita del disco, sembrava uno scherzo, difficile crederci e ancora più difficile immaginarsi cosa potessero combinare due dei produttori migliori degli ultimi anni. Uno giovane ma già veterano, l'altro un uomo della strada che nel giro di due dischi ha mietuto cuori e orecchie.
Due tracce, un lato ognuna della gomma su cui sono incise, a coprire 18 minuti di solchi. Autopubblicato, fatto in casa come le cose buone della vita.

"Moth" atterra e basta. Ti manda ko subito e continua tranquilla a inferire, è la grana produttiva di Burial, c'è quel grossolano sporchissimo che caratterizza le sue produzioni, l'uso di sample vocali fritti e impanati in mezzo a una tonnellata di riverberi, delay ed echi. Sotto Four Tet fa pedalare la banda, alza una cassa dritta che fa quello che tutti i dj - techno, house, casalinghi e superstar, mezze seghe e fenomeni - aspettavano: il suono Burial messo in pari. Si scrolla di dosso la pregiudiziale break e monta su vigoroso un suono massiccio, profondo e terribilmente urbano che fa felici, rasserena con il suo synth melodicamente techy ma con attorno il grigio più sporco delle metropoli.

"Wolf Cub" è materia sonora di Four Tet, chi non riconoscesse quel cosino lì all'inizio (tabla? Sitar? Una cosa che non esiste?) come marchio di Kieran Hebden prego abbandoni la sala. Cresce come crescevano le creazioni a marchio Orbital, Boards Of Canada, B12, come mamma Warp ci ha insegnato durante tutti i 90. Prima una cosa e poi l'altra, con calma e cura millimetrica. Prima l'ambiente, poi la melodia cut'n'paste e poi i bassi grassi che sembrano spifferi di vento con il gain sbagliato. La stasi dopo l'intro come preludio perfetto alla struttura futuredub di Burial che entra nel flusso come una sassata e fa ripartire il giochino melodico, una cosetta da bambini come in "Everything Ecstatic", con quella capacità di appoggiarsi sopra a ritmiche non sue che Kieran ha maturato nelle collaborazioni con Steve Reid.

Poi non si sa, magari vi stiamo dicendo una bugia e ci hanno ingannato. Il promo è un fake, questo disco non esiste ed è solo una suggestione ma tanto lo sapete già... Siamo suggestionabili.

(05/05/2009)

  • Tracklist
  1. Moth
  2. Wolf Cub
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