Nati nel 2003 in quel di Cosenza, i Camera 237 (Luigi Iannini, Marco Orrico, Yandro Estrada e Ignazio Nisticò) debuttano con un demo autoprodotto di quattro pezzi di media durata, fortemente debitori del post-rock italiano (Giardini di Mirò e Gatto Ciliegia in primis). La questione si fa più ambiziosa in “Vectorial Maze” (2005), il loro disco di debutto, pregno di effetti sonori noise-rock. Dopo una buona rendita di notorietà (specie con la partecipazione a Arezzo Wave 2005), la band si dedica alla scrittura del nuovo materiale. “Inspiration Is Not Here”, il secondo album prodotto da Francesco Donadello, continua a proporre un math semi-strumentale competente, ma scarsamente rilevante.
In pezzi come la title track (con battimani) la band si addentra in un post-emo diretto più dagli sbalzi dinamici-nevrotici dell’insieme che dalla linea melodica del canto (pur calzante), mentre nella strumentale “23 secondi per decidere di non morire” sfilano scorie sonore che conducono allo svarione ritmico della chiusa.
Quindi la qualità cala con una certa progressione, passando per le quasi-citazioni dei tardi Smashing Pumpkins di “In A Room”, i Don Caballero gioviali di “New Song”, il bordone di synth di “If You Are Tired Don’t Risk, Stop Please”, fino ad arrivare alle generiche “M Lou Murphy” e “L’incoscienza di Micky”, per finire con il breve cameo di piano “Caracol”.
Composto in larga parte lungo tutto il 2008, è un disco virtualmente senza impostazione. Le ospitate (Francesco Donadello dei Giardini, Andrea Suriani, Carmelo Pipitone dei Marta sui Tubi, Giacomo Fiorenza) non si odono, o se si odono non creano grande senso, la voce compare a tratti, poco diligentemente, le composizioni non hanno pepe. Si poteva alzare un cursore, tra i tanti, e calibrare il resto di conseguenza. Invece il tratto è sovente indistinguibile, inetto. Registrato all’Alpha Dept di Bologna.
23/02/2009