Casa

Un giorno il mio principe verrą

2009 (Dischi Obliqui) | avant-rock

Band di Vicenza (nata ufficialmente nel ’99) con la passione per i compositori colti e il rock di ricerca, i Casa sono formati da Filippo Bordignon (voce, chitarra, tastiera), Francesco Spinelli (chitarre), Filippo Gianello (basso) e Ivo Tescaro (batteria).
Il complesso esordisce con il mini “Vita politica dei Casa”, percorso da un noise-rock (larvatamente “post”, vagamente “kraut”) che punta più all’atmosfera intricata - in buona parte surreale - che all’impatto granitico. E’ raffinato in “Tutti impazziscono per i tuoi occhi di cammello ma non lui”, espressionista nel minestrone ritmico di “Mozo” e in “Terry Riley”, e persino prossimo al poemetto elettronico nella reprise strumentale.
“Remake”, poco dopo, raccoglie una versione live e una decina di remix di “Tutti impazziscono per i tuoi occhi di cammello ma non lui” (per opera di Be Invisible Now, Erik Ursich, Bradipop, e altri).

“Un giorno il mio principe verrà”, primo vero album lungo della formazione, esaspera tutte le componenti che il breve debutto accennava appena: in “Nick Drake” la nevrosi del testo si riflette sull’impeto ritmico, in “San Goffredo” la voce quasi cartonesca spalleggia un flamenco dissonante, “Una razza inferiore” e “P2” sono twist ricombinanti alla maniera Beefheart-iana.

Il nuovo episodio elettronico, “Krya Yoga”, stavolta diventa rada pittura sonora, mentre “Ho conosciuto le tue ossa di femmina” è un reading (comunicato da una speaker con apatia inespressiva) per accompagnamento atonale in sordina e break elettronici. L’altro pseudo-reading, “Non hai esterno”, per quanto meno disgiunto, si fregia di dissonanze tra flicorno instancabile e fraseggio pungolante di chitarra, quasi un Capossela impiantato in uno scenario armonico ostile.
I numeri jazzati non sono da meno. La strumentale “Padre nostro/Motoraduno” si fregia di una fusion involuta di parentesi caotiche, rarefazioni e false partenze, e la swingante, lineare “Presso un guaritore di campagna” si affloscia nei gargarismi del cantante.

Convincente sia fuori che dentro, sia nella costruzione assennata, improntata a una sorta d’assurdo calcolato, che nel contenuto eclettico, dedito a un divertimento criptato addirittura Brecht-iano. Pienamente aggiustato da Amaury Cambuzat, che modella il mantra à-la Can di “Krya Yoga” (assieme a Gg Funcis, mente elettronica dei conterranei Eterea), la vocetta monotona di Anna Geiselbrechtinger in “Ho conosciuto le tue ossa di femmina”, il flicorno di Enrico Antonello.

(28/07/2009)

  • Tracklist
  1. Nick Drake
  2. Padre nostro/Motoraduno
  3. San Goffredo
  4. Ho conosciuto le tue ossa di femmina
  5. Una razza inferiore
  6. Krya Yoga
  7. Climaterio
  8. Non hai esterno
  9. Presso un guaritore di campagna
  10. P2
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