Empire Of The Sun

Walking On A Dream

2009 (Emi) | pop

Sospese per un periodo sabbatico e rigenerativo le attività del gruppo per cui è maggiormente conosciuto, ovvero gli Sleepy Jackson (due album su major rispettivamente nel 2003 e nel 2006), Luke Steele da Perth (Australia) non rinuncia tuttavia alle ambizioni senza confini del suo pop olistico e totalizzante e si adopera in un progetto nuovo di zecca, gli Empire Of The Sun, in coabitazione con il connazionale Nick Littlemore dei meno conosciuti Pnau. Il progetto ha iniziato a prendere corpo nel lontano 2000, ma si è concretizzato solo di recente, regalando un album, "Walking On A Dream", di notevolissima intelligenza e apprezzabile eleganza compositiva.

Di cosa si tratta? Di pop music, nella più etimologica delle accezioni. Come i due singoli, "Walking On A Dream" e "We Are The People" (inno radiofonico di questa asfittica estate 2009?), hanno già ampiamente dimostrato, questi Empire Of The Sun non hanno il benché minimo timore di finire aggrovigliati tra le pieghe del più appiccicoso e deprecabile cattivo gusto e questo va senz'altro a loro merito. Coretti in falsetto, lunghi corridoi di synth scolpiti secondo la regola aurea dei Pet Shop Boys, arazzi ritmici filtrati da una luce calda e vivificante, melodie infarcite di melassa neoromantica e, più in generale, un nutrito repertorio di intuizioni decorative che sembrano collocare questi Empire Of The Sun a cavallo fra una versione sciamanico-mitologica degli Oliver Onions, una rivisitazione in chiave ieratico-azteca dei Bee Gees sparata nello spazio a bordo dell'astronave interstellare degli E.L.O. e un'ipotetica risposta fiduciosa ed euforizzante alla desolazione desertificata e post-umana dei Sunn O))).
Fedele a un'estetica barocca e debordante, Luke Steele confeziona una serie di bomboniere in cui la lingua (o le lingue) del pop si dispiega in architetture tutt'altro che semplicistiche, tra futurismo fantascientifico e mito ancestrale, intersecando la tuttologia poliglotta di Todd Rundgren con il melodramma lirico di Piero Metastasio e l'iperbole teologica di Antoni Gaudì (si ascoltino a tal proposito "Half Mast", la bowiana "Tiger By Side", la strumentale "Country" o "The World").

Davvero una piacevole e inaspettata sorpresa, dunque, che non potrà né dovrà convincere tutti. Eppure chi riuscirà a capire e seguire sino in fondo le invenzioni di questo gruppo, libererà il segreto di una bellezza allucinata e inusuale, che saprà ripagare con i dovuti interessi l'iniziale impressione di kitsch compiaciuto e provocatoriamente senza ritegno.

(22/07/2009)

  • Tracklist
  1. Standing On The Shore
  2. Walking On A Dream
  3. Half Mast
  4. We Are The People
  5. Delta Bay
  6. Country
  7. The World
  8. Swordfish Hotkiss Nite
  9. Tiger By My Side
  10. Without You
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