Piers Faccini

Two Grains Of Sand

2009 (Tôt ou Tard) | folk-blues

“Two Grains Of Sand” è il terzo lavoro dell'eclettico cantautore italo-britannico (ma francese d'adozione) Piers Faccini. Dopo il folk-jazz e le morbide ballate soul di “Leave No Trace” e le tenui tinte sonore di “Tearing Sky” (dove troviamo interessanti collaborazioni con Ben Harper, Jack Johnson, Chris Darrow e Juan Nelson degli Innocent Criminals), Faccini non cambia rotta, confezionando un disco che poco si distacca dalle sue precedenti produzioni. Vi ritroviamo il classico mix tra blues e folk, impreziosito a tratti da piccole contaminazioni medio-orientaleggianti, il tutto condito da voce lieve, quasi sussurrata, che potrebbe ricordare il miglior Damien Rice, quello di “Delicate”.

“Two Grains Of Sand” è un disco pregno di rimandi. Ricorrenti sono infatti gli influssi provenienti dalla sua formazione musicale, attraverso continui omaggi a mostri sacri della musica come Bob Dylan, Nick Drake, Neil Young. Faccini realizza così il suo personale “quadro intimista” tinteggiato con toni tenui, leggeri, quasi opachi per buona parte del disco, ma intervallati qua e là da pennellate dai colori più vivi, dove più forte e più chiara è l'influenza sortita da bluesmen leggendari come Leadbelly o Skip James.
Non mancano quindi pezzi dalle sonorità marcatamente blues, come l'accattivante “Your Name No More”, dove Piers si lascia sedurre più chiaramente da influenze orientali e tamburi afro, o la esotica e sensuale “Time Of Nought”, dove il giro di chitarra si fonde sapientemente con la voce di Piers, regalandoci un'atmosfera da “Mille e una Notte”.

Ma i migliori esiti li troviamo unicamente a ritmica ridotta al minimo, quando a prevalere è la tensione emotiva espressa attraverso il caldo timbro vocale di Piers e un delicato arpeggio, come nell'intima “To See Is To Believe” e nella nostalgica “Home Away From Home”. Convincono poco, invece, i piccoli esperimenti country presenti nel disco (“The Dust In Our Eyes”, “My Burden Is Light”) che mal si fondono col profilo di elegante evanescenza e di malinconico raccoglimento tratteggiato da Faccini.

I testi, a tratti cupi e tormentati, confermano la generale tendenza del lavoro al raccoglimento e alla riflessione, avvalorando il talento autoriale-pittorico di Faccini già mostrato nei precedenti lavori. Ma, nonostante sia innegabile l'eleganza e la misuratezza delle atmosfere, oltre che la cura dedicata alla dimensione testuale, “Two Grains Of Sand” è un lavoro che convince solo in parte e che poco aggiunge al percorso artistico di Faccini, che pur si riconferma artista di qualità.

(22/04/2009)

  • Tracklist
  1. Two Grains Of Sand
  2. The Wind That Blows
  3. Your Name No More
  4. To See Is To Believe
  5. Who Loves The Shade
  6. Home Away From Home
  7. A Storm Is Going To Come
  8. Time Of Nought
  9. Save A Place For Me
  10. The Dust In Our Eyes
  11. Strangers
  12. My Burden Is Light
Piers Faccini su OndaRock
Recensioni

PIERS FACCINI

I Dreamed An Island

(2016 - Beating Drum / Ponderosa)
Il viaggio attorno al Mediterraneo del cantautore italo-inglese, in cerca delle sue radici

PIERS FACCINI & VINCENT SEGAL

Songs Of Time Lost

(2014 - Beating Drum)
Un divertissement poliglotta e dal tocco minimale che guarda alle tradizioni

PIERS FACCINI

Between Dogs And Wolves

(2013 - Beating Drum)
Il quinto album dell'artista anglo-italiano raggiunge la fragilità poetica di Drake e De André ..

PIERS FACCINI

My Wilderness

(2011 - Ponderosa Music & Art)
Un disco cantautorale che riesce a dare il piacere epicureo del bello fine a se stesso

News
Piers Faccini on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.