Peter Hammill

Thin Air

2009 (FIE 9132) | prog

"Ti sei mai chiesto quale funzione hai?"
("Il silenzio del rumore", Franco Battiato)


Fa paura questo disco, il senso di dramma che lo accompagna fino a quel pedale di pianoforte a conclusione, abbandonato con forza, come uno sdegnoso saluto, un requiem. Lo precedono note misurate, accompagnate da armonie tese e cangianti, dirette e trasversali all’occorrenza, simili ad avvertimenti, capaci di regalare progressioni elegiache quanto di smuovere, perché senza risposta.
Un viaggio che si chiude con il laconico messaggio di "The Top Of The World Club": "Decline and fall, decline and fall... Is coming to us...Worlds we thought were ours to own disappeared and gone, disappeared, disappeared". Forza delle parole scritte, a quel "disappeared" segue un punto, ma lo si ascolta nell’aria per ore quando il cd ha smesso di girare nel lettore e lascia un senso di spaesamento addosso che nessun disco di Peter Hammill dagli anni 70 a oggi aveva suscitato, nonostante la scrittura in più occasioni felice (come dimenticare la bellezza di un album come "And Close As This" e la maturità di "Out Of Water", giusto per citare due episodi?).

L’urgenza espressiva che accompagna le nove tracce di questo lavoro ci restituisce un autore capace di un’ispirazione viva e abrasiva, di una vocalità lacerante che con gli anni - e tanto più in questi solchi, dove ritrova un vigore e uno slancio sincero, emozionante ed emozionato - ha abbandonato il lamento fine a sé stesso, l’isteria delle giovinezza e la stanca compostezza degli anni Novanta. Grandi doti tecniche e un’impareggiabile duttilità timbrica esibite con una teatralità capace di togliere il respiro.
Un canzoniere colto quanto "pop-ular", quello di Hammill, in grado di lasciare che il messaggio arrivi direttamente a chi ascolta, riservandosi di colorarlo con suoni che sembrano arrivare da un altro mondo. Talvolta puri, in altre occasioni curati in ogni dettaglio e di una contemporaneità piacevolmente ritrovata, come nella sulfurea "Ghosts Of Planes".

In qualche caso, la scelta di chiudere attorno a sè il proprio universo musicale nell’esecuzione in solitudine di tutte le parti strumentali e vocali porta a qualche pecca di valutazione in fase di produzione. Alcuni suoni percussivi di contorno, che accompagnano le pur intense melodie di "Stumbled" e "If We Must Part Like This" da principio alla fine, sono così sopra le righe da non poter non essere una scelta stilistica; i "wire chimes", dapprima stucchevoli, poi sinceramente fastidiosi su "Diminished" chiariscono, se ce ne fosse bisogno, che la perfezione non è mai stata per l’autore una necessità. Chi conosce Hammill ricorderà, ad esempio, il synth, terribile, che accompagnava la pur memorabile melodia di "The Mousetrap" su "The Future Now".

Ciò che sorprende, invece, in questo disco è come alcune scelte apparentemente bizzarre nella produzione e le limitazioni nella tecnica strumentale dell’autore possano trasformarsi ancora una volta nel mezzo per il raggiungimento di una forma artistica più chiara nella sua bellezza. E’ il caso della spendida iniziale "The Mercy", il cui cut-up di cellule melodiche e sonore minimali, rimescolate in fase di mixing, accompagna la melodia gonfia di pathos, pervasa da armonie oblique come fendenti, nella definizione di un inno, nella più recente tradizione del cantautorato avant. E’ in questo brano, come nella melodia rassicurante e perfetta, dalle vertiginose progressioni armoniche di "Undone", nelle già citate meraviglie di "Ghosts Of Planes" e nella liberazione dai propri (e nostri) fantasmi di "The Top Of The World Club" che si legge più chiaramente la cifra stilistica di "Thin Air".

Passionale e ricercato, imperfetto ma luminosissimo, è un disco impossibile da valutare, se non per dovere di cronaca, con una scala numerica che non sia quella di un mondo a sé, dove regole, priorità, certezze assumono un colore nuovo.

(17/06/2009)

  • Tracklist
  1. The Mercy
  2. Your Face On The Street
  3. Stumbled
  4. Wrong Way Round
  5. Ghost Of Planes
  6. If We Must Part Like This
  7. Undone
  8. Diminished
  9. The Top Of The World Club
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