Manic Street Preachers

Journal For Plague Lovers

2009 (Columbia) | rock

Dopo un disco piuttosto inflaccidito e pomposo come "Send Away The Tigers" (2007) pochi avrebbero scommesso più di qualche centesimo bacato sulla possibilità che i Manic Street Preachers realizzassero uno dei dischi migliori della loro ormai ventennale carriera. Eppure è esattamente quello che è accaduto.
Prodotto da Steve Albini e Dave Eringa, il nono album della band gallese ha suscitato in Gran Bretagna un certo interesse misto a scalpore perché le canzoni che lo costituisco sono state concepite dal gruppo basandosi su una serie di scritti di varia natura lasciati da Richey Edwards (che dei Manics era paroliere e chitarra ritmica) all'amico bassista Nicky Wire poco prima di sparire nel nulla, nel febbraio del 1995. Dichiarato ufficialmente morto nel novembre dell'anno passato (ma il suo corpo non è mai stato rinvenuto), Richey Edwards rimane uno dei personaggi più enigmatici e sottilmente affascinanti del panorama rock inglese degli ultimi anni: un'intelligenza anarchica e provocatoria, nutrita di letture disordinate da autodidatta compulsivo, capace di fondere le istanze più sovversive di un situazionismo di matrice nietzschiana con il fuoco sacro del rock più puro e indomito, vissuto ai limiti di un'identificazione vertiginosa e senza barriere, tra alcolismo, anoressia e ossessioni automutilatorie (nel 1991 arrivò a scriversi sul braccio sinistro con una lametta di rasoio "4 Real", tanto per chiarire a giornalisti e addetti quanto tutto fosse lontano da una semplice farsa compiaciuta di un dolore inventato).

Forse per la copertina (scandalosamente toccante) curata da Jenny Saville come allora, forse per il ritorno ai caratteri tipografici invertiti delle r nell'intestazione (accorgimento adottato già nel disco precedente), forse per le sonorità più ruvide e punk, ma molti hanno tirato in ballo sin da subito un parallelo abbastanza insistito con quello che può essere considerato l'album più importante dei Manic Street Prechers, "The Holy Bible", del 1994. Molte, troppe cose sono cambiate da allora e i Manics non sono forse più quella sorta di cellula marxista che attraverso la musica cercava di innescare una rivoluzione mediatico-culturale in seno alla deprecata economia di mercato (sabotata con una delle sue armi più affilate, la musica pop), eppure qualcosa di quello spirito militante e disperato sembra essere sopravvissuto nelle nuove canzoni.

Tanto nelle ballate dal piglio più struggente, quanto nei pezzi più tirati e aggressivi si avvertono infatti una tensione lirica e un desiderio viscerale di verità capaci di smuovere emozioni profonde nell'ascoltatore. Davvero difficile, allora, se non impossibile, restare indifferenti di fronte ai riff acidi e grondanti pathos di pezzi come "Jackie Collins Existential Question Time", "All Is Vanity", "Pretension/Repulsion" (tra le più poderose) o l'eponima "Journal For Plague Lovers", in bilico tra hard-rock classicamente atteggiato e rigurgiti di punk urlato e sbraitante, all'incrocio del più fervido ribellismo adolescenziale e una forma particolarmente spietata di autoanalisi che sa restituirsi in frammenti di purissima poesia esistenzialista. Proprio a questo proposito le ballate "This Joke Sport Severed", "Doors Closing Slowly" (forse il pezzo migliore) o la straordinaria "Facing Page: Top Left" rendono appieno tutta la maestria del gruppo nel cesellare trame melodiche di sottilissima profondità introspettiva.

E vengono in mente allora le bellissime parole spese da Paul Morley nel suo "Metapop" (l'edizione italiana è pubblicata da Ibsn) per descrivere all'amata Kylie Minogue la musica dei Manic Street Preachers i quali, stando a quanto dice lo stesso Morley (che è però un raffinatissimo mentitore, non bisogna dimenticarlo), sono il gruppo rock preferito della stessa popstar australiana:

"Gallese come imbattersi nei fantasmi senza nemmeno rendersene conto.
Gallese come "Morire non è nulla, bisogna sapere come sparire".
Gallese come un sogno che sconfina nella vita reale.
Gallese come l'ultima cosa prima di addormentarsi.
Gallese come l'inizio dei tempi.
Gallese come la fine dell'innocenza.
Gallese come uno spazio vuoto."

(06/07/2009)

  • Tracklist
  1. Peeled Apples
  2. Jackie Collins Existential Question Time
  3. Me And Stephen Hawking
  4. This Joke Sport Severed
  5. Journal For Plague Lovers
  6. She Bathed Herself In A Bath Of Bleach
  7. Facing Page: Top Left
  8. Marlon J.D.
  9. Doors Closing Slowly
  10. All Is Vanity
  11. Pretension/Repulsion
  12. Virginia State Epileptic Colony
  13. William's Last Words
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