Mariposa

Mariposa

2009 (Trovarobato) | alt-rock, alt-pop

Primo album di materiale inedito in quattro anni (quindi escludendo la raccolta di cover di “Best Company”, il side-project di Alessandro Fiori con gli Amore e l’integrale live del vaudeville dada di “Quanti sedani lasciati ai cani”), e cioè da quel “Pròffiti Now!” - doppio cd che a tutt’oggi è forse il loro capolavoro - l’omonimo dei Mariposa annuncia un discreto ritrattamento stilistico.

Rinunciando (del tutto o in parte) al loro mefitico non-sense, alle sarabande in stile Canterbury, e al frasario patafisico alla Thomas Eliot, i pezzi riusciti preferiscono puntare alla spinta contagiosa post-punk (“Specchio”), al bubblegum eccentrico affogato in fanfare sardoniche (“Zia Vienna”), o alla sottospecie di valzer-carillon misto a liscio per farfisa (“Notel Hotel”, un nuovo saggio della loro inventiva).

Qua e là si scorgono al massimo toni da Mark Everett stranito, come in “Piero”, o da Beck funky-soul (con sfumature da “Video Killed The Radio Stars”) in “Clinique Veterinaire”. Ma troppi episodi sono bonaccioni, se non proprio scadenti: la canzoncina di “Zucca”, l’ormai tipica jam di “81 guerra atomica, 84 confronto: rivoluzione” (qui minore), e discrete esagerazioni orchestrali (“Sudoku” e “Vattene pur via”, al limite della ballad sentimentale). Ad attestare maggiore credibilità alla “riduzione” dei Mariposa” sono di certo “Poco più in là”, dalla buona costruzione lounge (che pure sfiora il patetico), e specialmente l’inconcludente parodia drogata di Aerosmith e Ac/Dc di “Can I Have Bon Bon?”.

Lavoro non esattamente maiuscolo, con poco surrealismo, e un po’ banale, come se si trattasse d’imitatori, o di un progetto parallelo del loro stesso progetto parallelo (gli Amore). “Specchio” è la ragion d’essere della band nel 2009, ben più del cameo di Daevid Allen in “Clinique Veterinaire”.
Lo stato dell’arte lo raggiunge Enrico Gabrielli, ormai direttore artistico a pieno titolo (dopo l’onorevole presenza sul palco dell’Ariston nel Febbraio 2009, ad accompagnare gli Afterhours), polistrumentista e intellighenzia indiscutibile del (già) sottobosco italico.

(14/05/2009)

  • Tracklist
  1. Specchio
  2. Zucca
  3. Piero
  4. Zia Vienna
  5. Sudoku
  6. Clinique Veterinaire
  7. Notel Hotel
  8. Vattene pur via
  9. Poco più in là
  10. 81 guerra atomica, 84 confronto: rivoluzione
  11. Can I Have Bon Bon?
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