Scott Matthew

There Is An Ocean That Divides...

2009 (Glitterhouse Records) | songwriting, dream-folk

A un anno dall'uscita dell'ottimo omonimo album di debutto, torna Scott Matthew, barbuto gran maestro di malinconie delicate e songwriting poetico, con un secondo lavoro dal chilometrico titolo di "There Is An Ocean That Divides And With My Longing I Can Charge It With A Voltage That's So Violent To Cross It Could Mean Death".

Ma nonostante la sproporzione tra i due titoli, lo stile del songwriter australiano dimorato a Brooklin non è cambiato rispetto all'esordio, a partire dall'iniziale "Every Traveled Road", malinconia segnata da un violoncello funereo in cui Scott non canta ma respira dentro il suo travagliato amore ("oh you kissed so damn easy/ did you show it just to tease me/ the sweetest treachery").
Quella di Matthew è musica di estrema sensibilità, capace di aderire ai testi con quadri immaginari rispecchianti stati d'animo, situazioni e sentimenti; archi che ansimano piano per poi progredire in un finale soffocante d'urgenza e disperazione, mentre la voce rompe in pianto ("For Dick") o che s'avviluppano in lenti mulinelli per infrangersi di colpo lasciando un vuoto di pianoforte e voce fragile e pauroso come la perdita dell'innocenza ("and now there is a white horse caged in my heart/ and it's trying to kill me just to get out", dalla meravigliosa "White Horse").

La deriva e lo smarrimento nel folk spirituale e alieno di "Dog", la lentezza di solitudine subacquea in quel capolavoro folk-glitch della title track, con le voci femminili che sussurrano il titolo dell'album come un mantra, o l'abbandono sereno e onirico di due tristissime ninnananne ("Wolverine", "Friends & Foes"); Matthew, con i suoi bravi musicisti, dipinge solo usando pochi strumenti, kalimba e piano, arpa e violoncello, solo pianoforte.  
Quando però lascia questo suo minimalismo, l'australiano dimostra anche capacità nel realizzare folk-pop timidamente solari ("Community") o pieni di quella lieve allegria orchestrale propria del Lekman delle notti di Kortedala ("Ornament", "Thistle").

Ma anche se qualche raggio di sole fa capolino, entrare nel mondo di Scott Matthew non è facile, vuol dire avventurarsi in un universo di cristallo e vetro soffiato, fragile e bello come un neonato, delicato come un'anima messa a nudo.
Entrate perciò con piccoli passi, ascoltate, aspettate, ascoltate ancora, chiudete gli occhi e abbandonatevi, lasciatevi cullare e affondate nell'oceano…

"I have plucked this last heart string for a song
drag me to deepest depths and leave me there"

"in the darkest of oceans there's light"

(24/05/2009)

  • Tracklist
1. Every Traveled Road
2. For Dick
3. Ornament
4. White Horse
5. Dog  
6. Community
7. There is an Ocean that divides
8. German
9. Thistle
10. Wolverine
11. Friends and Foes
Scott Matthew su OndaRock
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